La missione che Papa Francesco ci ha affidato

foto © Vatican News

In queste ore si moltiplicano gli appellativi con cui celebrare Papa Francesco. Ognuno di quelli utilizzati coglie certamente un aspetto speciale e particolare della grande missione apostolica che il Papa ha svolto nei suoi 12 anni di pontificato, ma – personalmente – ritengo che uno in particolar modo, non solo gli si addica, ma soprattutto lo descriva in modo completo: servo fedele del Signore e innamorato della Santa Vergine Maria. Detto questo, si potrebbe dire, è detto tutto, perchè il grande amore che egli ha manifestato per l’uomo, per ogni uomo, in particolare per i più deboli e umili, il rispetto per il creato, l’attenzione privilegiata per i poveri, l’assidua attenzione per i sofferenti non sono altro che frutti preziosi dell’albero dell’amore a Gesù Cristo.

Ha scelto il titolo di “Francesco”, cioè di quel poverello di Assisi che chiese per sé l’unica vera grazia che gli importasse: assomigliare il più possibile al Signore. Il pontificato del Santo Padre Francesco ha affrontato tutti i delicati temi dell’umanità dei nostri tempi, sintetizzandoli nella formula della “ecologia integrale” che parte dal rispetto della vita di ogni essere umano, in ogni condizione e in ogni tempo, per estendersi al rispetto di tutto il creato. E con parole di impressionante chiarezza ha levato la voce contro ogni tipo di violazione del diritto alla vita, a partire da quella dei “bambini non nati”. La prima pagina di un quotidiano nazionale presenta un titolo cubitale: “Il Papa degli ultimi”. E’ certamente vero, ma non possiamo fermarci agli slogan. Chi sono gli ultimi, ieri e oggi?

La risposta ce la diede Suor Teresa di Calcutta: “i più poveri fra i poveri” – gli ultimi degli ultimi – sono i bimbi cui viene negato il diritto della vita, immolati sull’altare del più vergognoso dei cosiddetti diritti civili, il diritto di aborto. Papa Francesco ha utilizzato espressioni durissime, inequivocabili, per i delitti contro la vita nascente, a partire da quella intervista che tenne sull’aereo di ritorno dal viaggio in Messico, il 17 febbraio 2016, in cui paragonò l’aborto ai crimini di mafia. “Ogni uomo è sempre sacro e inviolabile perchè ogni vita è sacra, ogni vita è dono di Dio”. Un messaggio che non lascia spazio a mediazioni, contrattazioni, contestualizzazioni che rendano fruibile, né alla volontà del singolo, né al potere dello Stato, atti e condotte di soppressione della vita.

Papa Francesco, in perfetta coerenza con il Vangelo e la dottrina cristiana, ci ha ricordato che la vita dell’embrione, del feto, del bimbo, dell’adolescente, del migrante, del povero delle favelas, della prostituta, del carcerato, del malato inguaribile, del demente, del cerebropatico – di ogni uomo/donna che la dittatura del denaro e del piacere a tutti i costi, ha relegato nella categoria dello “scarto” – ha una dignità assoluta e inalienabile perché il Signore ha dato la Sua vita per ogni uomo, anche per lo “scarto”. Al fondamento dei tanti, tantissimi, insegnamenti che il Santo Padre Francesco ci la lasciato, in ogni ambito dello sviluppo della società civile e delle relazioni umane – dal lavoro al commercio, dalla solidarietà all’accoglienza, dalla sussidiarietà alla libertà religiosa e di pensiero – c’è la promozione e la difesa della vita, di ogni vita. Negare e tacere questo aspetto significa non aver capito il “motore” profondo di ogni scelta e di ogni atto di Papa Francesco.

Personalmente, ho avuto il grande privilegio di poterlo incontrare personalmente in più occasioni. Gli ho parlato della “Manifestazione per la Vita” che il popolo della vita organizza ogni anno. Il Santo Padre mi ha sempre esortato ad andare avanti con coraggio, rifuggendo compromessi e delusioni, e ha voluto inviare un suo messaggio a tutti i partecipanti: “Vi esorto ad andare avanti con coraggio nonostante ogni avversità: la posta in gioco è troppo alta per essere oggetto di compromessi o mediazioni. Sulla Vita umana non si fanno compromessi!”. Grazie Papa Francesco: ora, dal Cielo, aiutaci in questa missione che ci hai affidato!

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