La IV domenica di Avvento è la soglia che ci introduce al Natale. La Chiesa ci invita a meditare il Vangelo di Luca 1,26-38, che ci racconta il racconto della visita dell’angelo a Giuseppe. Un momento in cui si sente la risonanza della profezia di Isaia: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Un termine che rappresenta la massima espressione della speranza che l’Avvento ci porta e ci invita ad abbracciare.
L’espressione “Dio con noi” (Emmanuele) non è una semplice dichiarazione di vicinanza spirituale, ma è la dottrina fondamentale dell’Incarnazione. Un’espressione che significa e testimonia la Presenza Reale e Fisica (Incarnazione) di Dio in mezzo a noi e alla nostra storia.
Dio non rimane una realtà lontana, trascendente o puramente astratta. In Gesù Cristo, Dio entra nella storia umana, assumendo pienamente la natura umana. Gesù è il Dio che “si è fatto carne e ha posto la sua tenda in mezzo a noi” (Gv 1,14). Il “Dio con noi” significa che Dio ha condiviso gioie e dolori, tentazioni e sofferenze dell’esperienza umana, fino alla morte in croce. Egli non è un giudice distaccato, ma un compagno di viaggio che comprende le nostre fragilità. Significa il compimento di tutte le antiche promesse di alleanza (con Abramo, Mosè, Davide). “Dio con noi” assicura che Dio non abbandonerà mai la sua creazione. È la garanzia della Sua fedeltà e amore incondizionato.
Se Dio è con noi, allora ogni situazione di disperazione, ingiustizia o oscurità ha un potenziale di redenzione e luce. La sua presenza trasforma la nostra realtà. Se “Dio con noi” è l’iniziativa, il dono e la discesa divina, lasciamoci domandare se anche “Noi siamo con Dio”? Accogliere Dio non è un fatto automatico, ma una chiamata ad accogliere la Fede e una scelta libera e personale. Essere “con Dio” inizia con il credere alla sua presenza (come ha fatto Maria) e l’accogliere Gesù nella propria vita e obbedirgli (come ha fatto Giuseppe). È una risposta di fiducia e fede. Essere “con Dio” significa vivere in conformità con la sua volontà e con il suo insegnamento, che si riassume nel comandamento dell’amore verso Dio e verso il prossimo. Comporta l’impegno attivo per la giustizia, la carità e la pace. Significa partecipare alla Sua vita attraverso la preghiera, i sacramenti (soprattutto l’Eucaristia) e la comunità ecclesiale. L’obiettivo ultimo è l’unione mistica, il dimorare di Dio in noi e il nostro in Lui. Se Dio è venuto a noi, noi siamo chiamati ad andare al mondo portando la Sua presenza. Essere “con Dio” ci rende strumenti e testimoni della Sua vicinanza agli altri.
Ricordiamoci che il vero Natale si vive veramente quando il Dio con noi si trasforma nel Noi con Dio. Si vive realmente quando apriamo il nostro cuore al Suo amore amando Lui e tutti i nostri fratelli. Non si tratta solo di celebrare la nascita del Figlio di Dio, ma di ritrovare l’armonia tra il cielo e la terra, tra gli uomini. Quando la Luce Divina entra nel nostro Mondo per illuminarlo. Quando permettiamo al Dio Emmanuele di amarci e salvarci. Quando trasformiamo in vita il canto degli Angeli: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”.
L’Avvento ci prepara non solo a celebrare un evento storico passato (“Dio con noi”), ma a rinnovare la nostra vocazione presente e futura: rispondere all’amore infinito di Dio, impegnandoci ogni giorno a far sì che noi siamo pienamente con Lui.
Santo Natale a tutti e di cuore Felice Anno Nuovo 2026

