La bellezza dei nonni e il loro ruolo straordinario

Immagine creata con ChatGtp

Questa giornata dedicata ai nonni e agli anziani mi riporta ai ricordi della mia fanciullezza, quando tra i miei più grandi desideri c’era quello di trascorrere il maggior tempo possibile con la mia amata nonna. La sua presenza, così naturale e rassicurante, era piena di affetto; la sua gioia, che manifestava anche nel canto, e la sua profonda fede hanno fatto sì che fosse proprio lei a trasmettermi l’amore per Gesù e per la Chiesa. Questa figura ha segnato profondamente la mia esistenza e, se oggi sono sacerdote, lo devo anche al suo grande esempio e alla sua testimonianza di fede e di carità. Siamo tutti chiamati a guardarci dentro per far affiorare i nostri ricordi più intimi e profondi così da onorare e riconoscere il ruolo fondamentale che la terza età ha nella famiglia, nella società e nella Chiesa. Una presenza che non appartiene solo al passato, ma continua a generare senso, orientamento e speranza nel tempo presente. “Si è sempre in naturale antagonismo con i genitori e in simpatia con i propri nonni”, scrive la poetessa Gertrude Stein.

La giornata mondiale dei nonni e degli anziani è una ricorrenza che riannoda i fili dell’esperienza individuale e collettiva. La memoria liturgica dei santi Gioacchino ed Anna, i nonni di Gesù, permette a ciascuno di noi di far riecheggiare nella propria vita la promessa divina alla quale ha dato voce il profeta Isaia: “Non ti dimenticherò mai”. Parole che ogni nipote reca scolpite nel cuore e che riempiono di consolazione e di fiducia. L’amore di Dio, come quello dei nonni, si offre come atto di giustizia e risposta agli interrogativi dell’esistenza, indicando che nessuna vita è marginale o priva di valore. Ad ogni età si può riscoprire di essere debitori di una trasmissione di affetti vissuta tra le mura domestiche, nella quale è inclusa anche la fede. Sono le nonne in molte case a insegnare le preghiere ai bambini. “In un’epoca che tende a velocizzare e frammentare, la carne umana continua a chiedere di essere curata e riconosciuta da mani capaci di tenerezza, da menti attente e da parole buone – spiega Leone XIV nell’enciclica Magnifica humanitas –. La cultura digitale moltiplica le connessioni e offre nuove possibilità di incontro; tuttavia, il cuore umano conserva un bisogno irrinunciabile di prossimità”.

Troppo spesso si guarda agli anziani con pregiudizio e li si considera un peso. “Un’economia incentrata sul profitto indebolisce i legami familiari – osserva il Papa figlio spirituale di Sant’Agostino –. Molti anziani vengono lasciati dai figli costretti a migrare o a combattere in guerra. Nemmeno da vecchi cessiamo di essere figli e figlie, e perciò resta valido, ogni giorno, l’invito a tornare tra le braccia di Dio, il cui amore è paterno e materno insieme”. In una società che fatica a riconoscere sofferenza e fragilità come parte della vita, la condizione degli anziani rischia di essere aggravata dall’indifferenza, quando invece dovrebbe suscitare attenzione e cura. Papa Francesco coniò per la terza età l’efficace espressione “nuovo popolo”. Il numero di anziani, infatti, non è mai stato così alto nella storia umana. Si tratta, va ribadito in modo inequivocabile, di un’ancora di salvezza e non di una zavorra.

La tutela e l’inclusione delle persone avanti con gli anni sono una sfida fondamentale per umanizzare il presente e il futuro. Nessuno si salva da solo: una società è davvero sana quando cresce insieme a tutti i suoi membri e non lascia indietro nessuno. Occorre ripartire dal valore della solidarietà intergenerazionale, dal sostegno ai non autosufficienti, dall’attuazione concreta delle leggi di settore e da un rinnovato senso di responsabilità condivisa. Gli anziani, come ha più volte sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono un patrimonio di esperienze e saperi decisivo per il progresso della comunità, da difendere contro ogni rischio di emarginazione. Serve, perciò, una forte integrazione tra servizi sociali e sanitari così da evitare che il peso dell’assistenza ricada unicamente sulle famiglie e per ricostruire un tessuto sociale più coeso, capace di riconoscere in ogni età della vita una risorsa e non un limite.

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don Aldo Buonaiuto
don Aldo Buonaiuto
Fondatore e direttore editoriale di In Terris, è un sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII. Da anni è impegnato nella lotta contro la prostituzione schiavizzata

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