Jérôme Lejeune, la voce della scienza che difese i più fragili

Foto di H. Hach da Pixabay

Jérôme Jean Louis Marie Lejeune pediatra e attivista francese, fu tra gli scopritori dell’anomalia cromosomica che causa la sindrome di Down. Pioniere della genetica moderna, il professor Lejeune ha segnato la storia della medicina seguendo la sua coscienza di medico fedele al giuramento di Ippocrate mostrando come scienza e fede possano crescere insieme. Uomo profondamente libero, nonostante le onorificenze ricevute in tutto il mondo e i violenti attacchi contro di lui, si oppose costantemente all’aborto anche nei casi in cui gli esami prenatali rivelavano anomalie cromosomiche: “L’intelligenza di uno è un dono per tutti”.

Papa San Paolo VI lo nominò nel 1974 membro della Pontificia Accademia delle Scienze. Nel 1986, Papa San Giovanni Paolo II lo chiamò a far parte del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari e, nel 1994, lo nominò primo presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Il 21 gennaio 2021 per la sua profonda Fede Cristiana e carità verso i malati ed i poveri, viene proclamato Venerabile dalla Chiesa cattolica.

Papa Leone XIV, ricevendo nella sala del Concistoro i membri della Fondazione Jérôme Lejeune, ha ricordato questa figura di medico a favore della vita, esortando a non usare la tecnica contro la medicina e a non far prevalere “calcoli di efficacia, di redditività o di utilità”.

Fino a che infatti la scienza e la tecnica rimarranno a servizio dell’uomo privilegiando l’etica rispetto al puro tecnicismo e ponendo la Persona al centro del panorama piuttosto che la sola malattia, allora potremo ritornare alla medicina ippocratica intesa a favore per e non contro la vita.

Se al contrario prevarranno solamente i termini come budget, efficienza, profitto, allora ridurremo la ricerca, la medicina, la salute a puro terreno di interessi commerciali dove il rischio concreto (IA) nel tempo sarà che la tecnologia possa prendere il sopravvento sull’uomo e quindi non più controllabile, dettando i parametri per cui una vita debba o non, essere soppressa: età, produttività, stadio della malattia, cronicità, costi, stato sociale. A questo proposito Papa Leone spiega “Il valore della persona non dipende da ciò che realizza o produce” e prosegue “per questo un medico non dovrebbe mai permettersi, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana!”.

Ci troviamo in un momento storico dove se sapremo coniugare – scienza e fede – o al contrario considereremo contrapposte – tecnica e etica –  il rischio concreto sarà che nel tempo, la tecnologia possa prendere il sopravvento sull’uomo dettando i percorsi da tenere e rispettare a scapito della vita e della dignità della persona secondo “linee guida” che ci saranno imposte tenendo solo come valore di riferimento il profitto e non la vita come ha fatto in tutta la sua vita di scienziato il Prof. Jérôme Jean Louis Marie Lejeune.

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