L’escalation militare avvenuta nelle ultime ore tra Israele e Iran pone tutte le istituzioni coinvolte davanti alla necessità ormai improrogabile di agire con determinazione per favorire la pace e il dialogo. È indispensabile un’azione immediata al fine di prevenire il dilagare del conflitto e intervenire così tempestivamente con misure concrete in grado neutralizzare i rischi di mutua distruzione, a partire dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e da tutte le sue articolazioni competenti in materia di disarmo.
Un ruolo cruciale su questo versante spetta anche all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica di Vienna, incaricata dei controlli di sicurezza sulle centrali nucleari. Serve uno sforzo globale, condiviso e coordinato, in cui ogni Stato nazionale, le istituzioni europee e la comunità internazionale siano chiamati ad impegnarsi con urgenza. Non è più il tempo delle astensioni o dei rinvii: la promozione di un autentico processo di pacificazione deve diventare una priorità assoluta.
In questo momento storico tanto delicato, anche e soprattutto i popoli cristiani, che attualmente detengono il 90% delle armi nucleari, sono chiamati a dare un segnale forte, promuovendo attivamente il disarmo e il dialogo aperto tra le parti.
La Terra Santa, simbolo universale di fede e di pace, può e deve diventare il punto di partenza per una proposta concreta di pace nucleare e di sviluppo per tutto il Medio Oriente. Voglio ricordare che, da oltre 800 anni, i Francescani vivono e operano in quei luoghi, testimoniando quotidianamente un messaggio di pace ispirato alla figura di San Francesco d’Assisi.
È da questo esempio che dobbiamo partire per presentare la nostra proposta a tutte le istituzioni nazionali e internazionali. Non c’è più tempo da perdere: è dovere di tutti agire, senza esitazioni, per costruire una pace vera, duratura e condivisa.

