Sono rimasta sorpresa e incantata quando, affacciato dalla Loggia delle Benedizioni, ho sentito Papa Leone XIV parlare in “castellano”. Il passaggio dallo stupore alla gioia per questo gesto, così piccolo ma così grande allo stesso tempo, è stato immediato e, come accaduto a me, credo che abbia toccato molti cuori. In qualità di componente della comunità peruviana residente in Italia, mi unisco alla gioia e alla preghiera di tutta la comunità cattolica nel mondo per dare il benvenuto al neoeletto Papa Leone XIV.
Sono particolarmente grata per i 25 anni di dedizione e servizio che Sua Santità ha prestato come missionario in Perù, in quella che definito la sua “querida diocesi di Chiclayo”, lavorando con gli ultimi e condividendo la Sua fede con umiltà e amore, che evidentemente traspare dalle Sue primissime parole in “castellano”. Questo suo percorso rappresenta un importante segnale di vita di cui ha voluto dare testimonianza con gratitudine ringraziando la Diocesi di Chiclayo in Perù.
Con il suo discorso, quando era ancora sopraffatto dalle emozioni, e con una folla festante che lo acclamava da una Piazza San Pietro gremita, Papa Leone XIV ci ha fatto subito comprendere la sua devozione per la Vergine Maria alla quale si è rivolto citando la supplica della Madonna di Pompei e facendo pregare un’Ave Maria a quanti erano accorsi per conoscerlo.
Auguro a Sua Santità ogni bene e successo nel Suo ministero, affinché possa guidare la Chiesa con saggezza e amore, continuando a portare speranza e consolazione a tutti, specialmente ai più bisognosi. Per tutto questo credo che ci possiamo sentire come comunità peruviana in tutti i paesi del mondo benedetti e sono certa che la nostra fede vi accompagnerà Santo Padre e doverosamente ci uniamo alla Sua invocazione alla Pace di Cristo risorto.

