Il Papa a Monaco dopo secoli: la storica visita di Leone XIV

Papa Leone XIV - Foto © Vatican News

Dal 1538, anno in cui Paolo III diretto a Nizza fece tappa nella Rocca di Montecarlo, nessun papa aveva più messo piede nel Principato di Monaco. Non che i predecessori di Leone XIV avessero in antipatia i principi monegaschi ma probabilmente ritenevano più comodo riceverli in Vaticano: far spostare loro, insomma, piuttosto che fargli visita nel secondo stato più piccolo al mondo (il primo è il Vaticano). Infatti non si contano le udienze dei sovrani monegaschi in Vaticano. Memorabile quella concessa nel 1957 da Pio XII al principe Ranieri e alla principessa Grace Kelly, donna di profonda fede cattolica, ex attrice, americana come Prevost. L’udienza più recente risale al gennaio di quest’anno e Alberto II deve essere stato particolarmente convincente nel rivolgere l’invito al Papa per una visita ufficiale a Montecarlo. Spirito gentile, Leone non si è sentito di rifiutare l’invito. E d’altra parte era difficile motivare il rifiuto a un Principato che nella sua costituzione riconosce ancora il cattolicesimo come “religione di stato”, prerogativa ormai in disuso nella quasi totalità delle nazioni, anche di tradizione cattolica, con rarissime eccezioni (in Europa solo Monaco e Malta).

Quella di Leone poi non sarà una visita solo alla famiglia reale ma anche alla popolazione del minuscolo stato, circa 40mila anime che non hanno mai visto un Pontefice calcare la loro terra. Non sarà l’unica novità di questo breve viaggio di una sola giornata. Il Papa raggiungerà Montecarlo in elicottero: il viaggio più lungo mai compiuto su questo tipo di velivolo da un Successore di Pietro, con partenza da Roma. Scelta quasi obbligata, perché il Principato non dispone di un proprio aeroporto per voli di linea e l’unica alternativa sarebbe stato il vicino scalo di Nizza, territorio francese, con non poche complicazioni di natura diplomatico-protocollare.

Ma veniamo ai contenuti della visita. Cosa andrà a dire Leone ai monegaschi? Il Principato vanta tra i suoi primati quello di stato con il più alto reddito pro-capite al mondo. I quattro casinò portano ogni giorno palate di euro nelle casse statali (il Catechismo cattolico non condanna in sé il gioco d’azzardo purché non generi dipendenza e rovina economica dello scommettitore). L’assenza di imposte sul reddito fa di Montecarlo uno dei più noti paradisi fiscali del pianeta e non pochi italiani vi stabiliscono la residenza per non pagare le tasse nella nostra penisola. Non è un paese per poveri, insomma. Nell’udienza con il Papa il principe Alberto ha toccato alcuni temi sensibili per la Chiesa cattolica, su cui egli ha dichiarato di impegnarsi nella vita pubblica. In particolare l’opposizione ad una legislazione più permissiva sull’aborto e la salvaguardia del Creato. Chiamato il ‘Principe verde” Alberto vanta tra i suoi primati ecologisti di essere stato il primo capo di stato a raggiungere il Polo nord su una slitta trainata da cani. L’aborto e il rispetto della natura sono comunque temi che potrebbero essere menzionati nei discorsi del Papa.

Il motto scelto per la visita apostolica è un versetto dal vangelo di Giovanni: “Io sono la via, la verità e la vita”. È la definizione che Cristo offre di sé stesso e sappiamo quanto la predicazione di Leone ruoti attorno a questo centro vitale del cristianesimo: “Voglio sparire perché rimanga Cristo” ripete con parole e gesti sin dall’inizio del pontificato. Il rifiuto, insomma, di un protagonismo mediatico costruito sul “personaggio” del Papa e, di conseguenza, una postura sobria, essenziale, che faccia risaltare non le curiosità effimere sull’uomo che siede sulla cattedra di Pietro ma l’annuncio di Gesù Cristo come l’unica vera risposta alle ansie e alle speranze dell’essere umano.

Certo questo annuncio impatta la storia. Viviamo un tempo di guerra, con il Medio Oriente in fiamme. Certamente il Papa non ignorerà nei suoi discorsi il dramma che stanno vivendo le popolazioni coinvolte, in Iran, Israele, Palestina, Libano… Perché la guerra, come ha richiamato di recente ai giornalisti del Tg2, va raccontata non come fosse un wargame ma “con gli occhi delle vittime”.

Questo nel Principato di Monaco è anche il primo viaggio in Europa di Leone XIV. Cosa ha da dire il primo papa americano della storia al Vecchio Continente, in un momento di grande tensione tra l’Unione europea e l’America di Donald Trump? È una delle domande interessanti che accompagnerà il viaggio di papa Prevost.

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