Il Magistero di pace in un mondo che fa la guerra

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Vangelo di pace. Il mandato di Leone XIV ai giovano è chiaro: “Non abbiate paura. Siate germogli di pace, là dove cresce il seme dell’odio e del risentimento. Siate tessitori di unità là dove prevalgono la polarizzazione e l’inimicizia; siate voce di chi non ha voce per chiedere giustizia e dignità; siate luce e sale là dove si sta spegnendo la fiamma della fede e il gusto della vita. Non desistete se qualcuno non vi capisce”. Sono molteplici le azioni indicate dal Magistero pontificio per pacificare l’umanità.

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Papa Leone XIV a Tor Vergata (@ Vatican News)

Oggi nel mondo sono attivi 56 conflitti, il numero più alto mai registrato dalla fine della Seconda guerra mondiale. Intanto la spesa militare mondiale si è attestata intorno ai 2.240 miliardi di dollari. Un dato impressionante risulta in continuo aumento negli ultimi dieci anni. Cifre che dimostrano come l’appello giubilare per la riduzione del debito dei paesi poveri non sia un’astratta aspirazione ma un’indicazione in linea con gli obiettivi fissati dall’Onu per fermare l’escalation di tensioni internazionali e favorire la giustizia sociale. In un anno sono stati spesi nel mondo 282 euro a persona tra armamenti, veicoli militari e spese varie, mentre il debito pubblico globale è destinato a raggiungere i 100 mila miliardi di dollari (93% del Pil mondiale).

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Il Magistero pontificio rinnova la richiesta di moratoria per le 2500 sentenze capitali in attesa di esecuzione. 55 stati mantengono in vigore la pena di morte. Nel messaggio per la 58° Giornata mondiale della pace papa Francesco ha indicato “un cammino di speranza” da intraprendere attraverso “tre azioni possibili”. Spiegava il Pontefice scomparso lo scorso 21 aprile: “Se ci lasciamo toccare il cuore dai cambiamenti necessari, l’Anno di Grazia del Giubileo può riaprire la via della speranza per ciascuno di noi. La speranza nasce dall’esperienza della misericordia di Dio, che è sempre illimitata”. E aggiungeva : “Dio, che non deve nulla a nessuno, continua a elargire senza sosta grazia e misericordia a tutti gli uomini. Dio non calcola il male commesso dall’uomo. Ma è immensamente ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato. Al tempo stesso, ascolta il grido dei poveri e della terra”. Secondo Francesco basterebbe “fermarsi un attimo e pensare alla grazia con cui ogni volta perdona i nostri peccati e condona ogni nostro debito. Perché il nostro cuore sia inondato dalla speranza e dalla pace.

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Foto di Humphrey Muleba su Unsplash

Per rimettere un debito agli altri e dare loro speranza occorre che la propria vita sia piena di quella stessa speranza che giunge dalla misericordia di Dio“. Inoltre “la speranza è sovrabbondante nella generosità, priva di calcoli, non fa i conti in tasca ai debitori, non si preoccupa del proprio guadagno. Ma ha di mira solo uno scopo: rialzare chi è caduto, fasciare i cuori spezzati, liberare da ogni forma di schiavitù”. Evidente è il risvolto ecologico dell’attuale allarme globale.  Deforestazione, cambiamenti climatici, riscaldamento globale, inquinamento atmosferico e inquinamento dell’acqua e scarsa biodiversità minano l’ecosistema causando gravi danni alla salute umana. L’agenzia europea per l’ambiente ha calcolato un indicatore per stimare le perdite economiche legate a eventi climatici estremi. Nell’Unione europea nell’ultimo anno ci sono stati 52,3 miliardi di euro di danni.

 

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