L’Africa, l’Asia,l’America latina sono per conversioni e vocazioni i polmoni spirituali di una Chiesa cattolica che ormai solo per il 22% è occidentale. Il Papa in Camerun ha citato Sant’Agostino parlando alle autorità e alla società civile. Un monito che risuona valido per tutti i governanti. Sant’Agostino, milleseicento anni fa, scriveva parole di grande attualità. “Coloro che comandano sono a servizio di coloro ai quali apparentemente comandano. Non comandano infatti nella brama del signoreggiare ma nel dovere di provvedere, non nell’orgoglio dell’imporsi, ma nella compassione del premunire”. Leone XIV ha percorso in Camerun la via tracciata da Giovanni Paolo II, “messaggero di speranza per tutti i popoli dell’Africa”. E da Benedetto XVI testimone dell’importanza della riconciliazione, della giustizia e della pace. Per richiamare la responsabilità morale dei governanti Leone XIV cita il “De Civitate Dei“. In questa prospettiva “servire il proprio Paese significa dedicarsi con mente lucida e coscienza integra al bene comune di tutto il popolo: della maggioranza, delle minoranze e della loro reciproca armonia”. Il trattato apologetico “De civitate Dei” (che si compone di 22 volumi) fu scritto da Sant’Agostino gli ultimi anni della sua vita fra il 413 e il 426. Per difendere il cristianesimo dall’accusa dei pagani di costituire la causa della rovina dell’impero, accusa rinnovata con forza dopo il sacco di Roma da parte di Alarico, re dei Visigoti.

In Algeria il Pontefice ha visitato l’asilo Notre Dame d’Afrique, gestito dalle Suore missionarie della carità. E i bambini hanno messo in scena un breve spettacolo per il Papa, che ha poi salutato loro e le sorelle religiose di avviarsi all’aeroporto. In un telegramma al presidente della Repubblica Democratica Popolare di Algeria Leone XIV ha espresso “profonda gratitudine” per la “calda accoglienza e l’ospitalità” riscontrata durante la sua visita nel Paese. Tanti i momenti pubblici e privati della missione di Robert Francis Prevost nel continente africano. Tra i più toccanti la visita all’Orfanotrofio Ngul Zamba, struttura sostenuta esclusivamente da donazioni, che accoglie giovani dai 18 mesi ai 20 anni. Qui canti e testimonianze ha accolto il Successore di Pietro che, dopo aver salutato la comunità, si è trasferito nella sede della Conferenza Episcopale camerunense per un incontro privato con i vescovi locali. E’ diventato virale un momento particolare del viaggio di Leone XIV in Africa. In particolare, in Algeria, nel video pubblicato su Instagram, si vede il Pontefice dinanzi a un banchetto di gioielli realizzati da un gruppo di artigiane locali, intento a scegliere una collanina da regalare alla figlia del fratello. Il video è stato diffuso via social dalla pagina Instagram del brand che realizza artigianalmente questi pezzi unici con materiali poveri. Consultandosi con una delle persone presenti il Papa si sofferma su una collanina. “Come si chiama?” chiede il Papa. “L’albero della vita“, risponde la donna in spagnolo, “ma senza gli orecchini”. “No, ma non è per me. Lo darò a mia nipote” dice poi il Papa.
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All’arrivo all’Aeroporto internazionale di Yaoundé-Nsimalen, il Papa è stato accolto dal primo ministro Joseph Dion Ngute e dal nunzio apostolico José Avelino Bettencourt. Il Camerun è segnato da tanti problemi come “le numerose forme di povertà”, la “corruzione morale, sociale e politica, legata soprattutto alla gestione della ricchezza“, quelli inerenti “il sistema educativo e quello sanitario”, le “migrazioni” dei giovani e “il male causato dall’esterno, da coloro che in nome del profitto continuano a mettere le mani sul continente africano per sfruttarlo e saccheggiarlo”, ma “questo è il momento di cambiare, di trasformare la storia di questo Paese”,ha detto Leone XIV nell’omelia della messa presieduta all’aeroporto di Bamenda, in Camerun. “Oggi e non domani, adesso e non in futuro, è giunto il momento di ricostruire, di comporre nuovamente il mosaico dell’unità mettendo insieme le diversità e le ricchezze del Paese e del Continente, di edificare una società in cui regnino la pace e la riconciliazione“, ha detto ancora il Papa.

