Nel Vangelo di questa domenica, II di Pasqua o della Misericordia, il Risorto si manifesta in un luogo chiuso. Gesù entra e si rivolge ai discepoli feriti e con questi fonda la Comunità a partire dalla sovrabbondanza della sua misericordia. Questa è la prima grande parola spirituale che il Vangelo ci consegna: noi non siamo la comunità dei migliori, ma la comunità di chi è visitato da Dio. In questo consiste la nostra speranza: il Signore viene e sta in mezzo.
Le porte chiuse altro non sono che il simbolo delle nostre esperienze. Ciascuno di noi conosce la tentazione della chiusura per comoditĆ , per difesa. Si ha paura di essere feriti, si ha paura di esporsi e cosƬ riduciamo la fede ad una mera abitudine religiosa, evitando di farci attraversare dalla luce della Pasqua. Quante comunitĆ cristiane vivono raccolte, organizzate, fedeli a ritualitĆ che le garantisce false sicurezze ma che, purtroppo, e specialmente in questāoggi, sono più preoccupate di sopravvivere anzichĆ© lasciarsi rinnovare dal Signore. Ma il Vangelo ci dice che proprio in questa situazione, con forza, in questa chiusura, il Risorto entra. Gesù, con il suo saluto, Shalom, dona qualcosa che ĆØ molto più di una serenitĆ : ĆØ la pienezza di Dio! Eā riconciliazione, ĆØ contemplazione del Suo volto.
Gesù risorto non cancella il male: lo vive sulla sua pelle e lo vince con la forza dellāamore. Gesù mostra le ferite sulle mani⦠sui piedi e il costato aperto: dal vecchio uomo, a cui dormiente era stata presa una costola per creare Eva (madre), dal nuovo uomo, addormentato sulla croce, nasce la Chiesa.
Il cenacolo diventa cosƬ il luogo in cui si rivela la feconditĆ della Pasqua: la Chiesa esiste perchĆ© il corpo del Signore ĆØ stato donato, ferito, aperto; ĆØ vivificata perchĆØ non vive di una propria energia religiosa, ma di una vita ricevuta: come Adamo riceve lo spirito di Dio e vive cosƬ la Chiesa riceve lo Spirito del Risorto. Non ĆØ unāaggregazione di persone che condividono idee o valori, ma un corpo animato dal respiro del Signore. Lo Spirito che genera comunione, fiducia, libertĆ filiale e capace di perdono. Dove Spirito e remissione dei peccati ĆØ legame stretto: il nuovo uomo ĆØ un uomo riconciliato, rientrato appieno nel rapporto dāamore con Dio.
Misericordia, non una semplice qualitĆ della Chiesa, ma ĆØ la sua forma pasquale. I discepoli ricevono il potere di rimettere (togliere) i peccati non per privilegio, ma perchĆØ partecipano alla missione stessa di Gesù. Come lui ĆØ stato inviato dal Padre per cercare, nelle periferie umane, chi era perduto, cosƬ la Chiesa viene inviata, come spesso ci ha ricordato papa Francesco, nelle nuove periferie ed essere, soprattutto, testimone dellāAmore. Per questo, come Madre, diventa grembo che genera, casa che accoglie e perdona, dove il peccatore non deve sentirsi giudicato ma accolto tra le braccia amorevoli del Padre.
Tommaso ĆØ assente, ma si pone profondamente vicino a noi: la sua richiesta di āvedere e toccareā rende forte il desiderio di una relazione vera. Non vuole formule; cerca il Signore stesso. Quando proclama āMio Signore e mio Dioā riconosce che il Dio vero ĆØ colui che ha amato fino alla fine, colui che ha portato nel proprio corpo il dramma dellāuomo e lo ha trasformato in luogo di salvezza. Per questo la liturgia invita la comunitĆ cristiana a riconoscere nella domenica il luogo ordinario di questo incontro: durante il primo giorno e lāottavo giorno. La domenica, il giorno del Signore, il tempo in cui il Risorto viene e sta in mezzo ai suoi, dona la pienezza, ci parla attraverso la Scrittura, si lascia riconoscere nello spezzare il pane e soffia il suo Spirito che fa della Chiesa una comunitĆ missionaria.

