Il bisogno di accogliere l’annuncio della misericordia del Signore

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Nel brano del Vangelo di Giovanni di questa seconda domenica di Pasqua Gesù si mostra risorto agli apostoli nascosti e impauriti, annunciando loro la Pace. Oggi la Chiesa anche a noi, chiusi nelle nostre case, porta questo annuncio di Cristo, perché la paura e lo smarrimento si cambino in Gioia e Speranza.

Un annuncio che forse troverà molti di noi increduli, come Tommaso. Gesù come non si scandalizza dell’atteggiamento di Tommaso, come non si arrende alla nostra incredulità: Lui è venuto per incontrarci, per mostrarsi vivo e Risorto.

Non dobbiamo avere paura dei nostri dubbi se, come Tommaso, vogliamo incontrare Cristo. Lui si farà trovare. Gesù si fa presente sempre nella comunità cristiana, insieme ai fratelli, perché Cristo è vivo e si trova lì dove è la Chiesa: per questo mai come in questi giorni ci stiamo rendendo conto di quanto ci faccia soffrire la mancanza di poterci incontrare e celebrare insieme!

Perché la fede è sì un incontro personale, ma un incontro che si realizza “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome” perché lì “io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20). Così, otto giorni dopo, Gesù appare nuovamente agli apostoli riuniti, perché questa volta Tommaso è insieme a loro; non lo rimprovera, ma con tenerezza mostra i segni del suo amore e gli dice “Ora non essere più incredulo ma credente”.

“Ci sono tempi e luoghi che Dio sceglie, affinché in essi gli uomini sperimentino in modo speciale la sua presenza e la sua grazia” disse San Giovanni Paolo II nell’omelia di questa seconda domenica di Pasqua con cui inaugurò nel 2002 il santuario della Divina Misericordia in Polonia, domenica che aveva dedicato alla Divina Misericordia nell’anno del grande Giubileo del 2000.

Ecco perché questo tempo così difficile e tragico può divenire un’opportunità per liberarci da tante false illusioni, per gettare via zavorre che ci impediscono di camminare nella via della Verità: un tempo per riappropriarci delle cose che valgono davvero nella vita. Quest’anno, ancor più di altri anni, abbiamo bisogno di accogliere questo Annuncio della Misericordia del Signore.

Nel nostro cammino di fede tante volte sarà necessario ricorrere alla Sua Misericordia, perché il nostro cuore incredulo, come quello degli apostoli, possa finalmente convincersi che Dio ci ama così, senza condizioni. Cristo lo ha mostrato concretamente, con la sua vita e la sua Passione, accettando la Croce perché potessimo ricevere la vita Eterna: non ha preteso nulla da noi, se non credere a questo Amore gratuito, umanamente incomprensibile, perché anche noi potessimo avere la capacità di amare e di testimoniare la Sua Misericordia. Come Tommaso, anche noi, Cristo lo abbiamo incontrato e conosciuto davvero solo se abbiamo fatto esperienza della Sua Misericordia.

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