MARTEDÌ 23 AGOSTO 2016, 000:02, IN TERRIS

I bambini che uccidono

ANGELO PERFETTI
I bambini che uccidono
I bambini che uccidono
Il bambino di Gazientep non è l’unico strumento nelle mani del Male. Altri piccoli hanno fatto la stessa fine, altri ancora sono addestrati per farla. A volte vengono “salvati”, nel vero senso del termine, prima che accada l’irreparabile: un 12enne che ha rischiato di diventare una bomba umana, ad esempio, è stato fermato con indosso la cintura a Kirkuk, capitale del Kurdistan iracheno, poco prima che si facesse esplodere. Bloccato dai peshmerga, lo strumento di morte era nascosto sotto la maglietta del Barcellona col numero del suo campione preferito, Messi.

Il pensiero che dei bambini vengano usati come bombe ci fa inorridire, e dà il senso di come si sia scivolati verso il basso. In ogni cultura – esclusi i riti tribali di migliaia di anni fa e qualche controversa testimonianza sui Cartaginesi, - i bambini sono stati sempre protetti, Persino la malavita, fino a un secolo fa, aveva un codice d’onore che lib difendeva rispetto alle faide degli adulti.

Ora non è più così, e si fa strada l’indottrinamento al suicidio che fa leva non tanto sul concetto religioso quanto sulla concezione della morte che hanno gli adolescenti.

Studi psicologici dimostrano che quando inizia la scuola materna, il bimbo comincia a capire che la morte è una cosa reale ma pensa che si possa evitare, che sia causata solo da incidenti. All'inizio della scuola realizza che la morte può colpire tutti e che può avere cause diverse.

Dai 7 o 8 anni è possibile una vera elaborazione del lutto e verso i 10 anni assume caratteristiche di irreversibilità, universalità e imprevedibilità. Ma è proprio in questo momento che l'adolescente è affascinato dalla morte, ci pensa molto, ma non ha ancora piena percezione del suo carattere definitivo. E’ qui che i terroristi “giocano” con l’anima dei bambini, peraltro spesso imbottiti di droghe oltre che di idee malsane.

E il Male prende corpo nelle sua forme più terribili: dolore, morte, sangue, disperazione che passano per mani innocenti. E’ questa la vera guerra che si sta combattendo, ed è la più difficile.
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Facebook Twitter Google + Scrivici Scrivici
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
GENOVA

Disabile muore carbonizzato in un istituto

La vittima un 49enne con problemi psichiatrici. A provocare la tragedia potrebbe essere stata una sigaretta
La frontiera fra Italia e Austria
MIGRANTI

Austria, ecco la task-force al Brennero

Seicento agenti per monitorare la frontiera ma la situazione, al momento, è tranquilla
Andres Escobar
LA SVOLTA

Omicidio Escobar, verso la giustizia 24 anni dopo

Arrestato il presunto mandante dell'omicidio del calciatore colombiano, "colpevole" di un autogol
Papa Francesco a Puerto Maldonado Photo © Vatican Media
PAPA IN PERÙ

"Non rinunciate alla vostra vita e ai vostri sogni"

Al Hogar Principito di Puerto Maldonado l'incontro con i bambini e i ragzzi senza famiglia: "Il mondo ha bisogno di...
L'attacco dell'11 settembre 2001
11 SETTEMBRE

Riad nega il sostegno ad Al Qaeda

Chiesto a un giudice Usa di porre fine ai processi su un presunto coinvolgimento negli attacchi
Papa Francesco a Puerto Maldonado Photo © Vatican Media
PAPA IN PERÙ

"Non si normalizza la violenza contro le donne"

Il Pontefice a Puerto Maldonado: "L’oro può diventare un falso dio che pretende sacrifici umani"