Gli step che mancano per il via libera alla manovra

Foto © Carlo Lannutti

La fine dell’anno si avvicina e con essa la scadenza per approvare la Legge di Bilancio per il 2026. Il testo della Manovra, al momento, è ancora fermo in Commissione al Senato, e deve essere approvato da entrambe le Camere entro il 31 dicembre 2025 per evitare il rischio di un esercizio provvisorio. Un pericolo, quest’ultimo, che il governo guidato dalla premier, Giorgia Meloni, vuole assolutamente evitare. A palazzo Madama sono in discussione gli emendamenti presentati al testo originale e dove, pochi giorni fa, sono state dichiarate inammissibili 105 proposte di modifica. Non esiste una data limite entro cui la Manovra deve approdare in Aula, ma secondo varie fonti l’obiettivo sarebbe quello di fare arrivare il testo a Palazzo Madama entro il 15 di dicembre: questo permetterebbe di approvare la Manovra e mandarla poi alla Camera dei Deputati, senza avere particolari problemi di tempi ed evitare il rischio dell’esercizio provvisorio.

Come detto, la Legge di Bilancio deve essere approvata entro il 31 dicembre del 2025 per poter entrare in vigore il giorno successivo, il 1° gennaio 2026. Qualora non si riuscisse a rispettare la tempistica, ci sarebbe il rischio del cosiddetto esercizio provvisorio: come specificato dall’articolo 81 della Costituzione, “l’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi”. Questo significa che il Parlamento dovrebbe approvare un testo specifico che lo permetta. Durante l’esercizio provvisorio lo Stato dovrebbe limitarsi a gestire le operazioni di ordinaria amministrazione, senza poter spendere per specifiche misure non strettamente previste. Inoltre, l’eventuale necessità di affidarsi all’esercizio provvisorio potrebbe causare un crollo della fiducia di investitori e mercati, con gravi conseguenze a cascata sul bilancio pubblico. Si tratta, insomma, di una circostanza da evitare con tutti i mezzi possibili, perché potrebbe provocare seri problemi allo Stato.

Nei giorni scorsi, comunque, è stato completato un altro importante step verso il via libera alla Manovra per il 2026: la Commissione europea ha approvato il Documento programmatico di Bilancio dell’Italia che, secondo l’esecutivo dell’Ue, rispetta l’incremento massimo della spesa netta previsto dalla raccomandazione del Consiglio. Questo vuol dire che il nostro Paese potrebbe uscire dalla procedura per deficit eccessivo nella prossima primavera. “L’approvazione di Bruxelles ci conferma che siamo sulla buona strada, percorsa con responsabilità e serietà”, ha spiegato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. A dettare i tempi dell’approvazione della Legge di Bilancio per il 2026 è anche la necessità di trovare un accordo tra le forze di maggioranza e tra l’esecutivo e i soggetti coinvolti dal testo.

Se l’intesa politica sembra esser stata raggiunta, in particolare per quanto concerne l’aumento dell’Irap a carico delle banche, si sta ancora cercando la quadra con gli istituti stessi. A presentare la proposta per chiudere la partita a riguardo sarà il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. A ottobre governo e banche avevano trovato l’accordo su un incremento di due punti dell’Irap, ma adesso la richiesta sarebbe quella di accettare un’ulteriore aggiunta che potrebbe essere di 0,25 oppure di 0,5 punti. Sarebbe comunque prevista una franchigia di 90mila euro per tutelare gli istituti più piccoli. L’Abi, l’associazione di categoria che riunisce le banche, non appare però entusiasta: viene infatti fatto notare che il 50% delle risorse della Manovra ‘pesa’ sugli istituti, con misure onerose per il sistema. Inoltre la franchigia di 90mila euro sarebbe considerata troppo bassa perché lascerebbe fuori solo i piccolissimi.

Non è comunque solo il tema delle banche a frenare l’approvazione della Manovra: i partiti, dopo l’inammissibilità di diversi emendamenti presentati, stanno riprovando a mettere in gioco le loro proposte con differenti formulazioni. L’avvio delle votazioni in Commissione Bilancio al Senato è previsto non prima del 9 dicembre, e questo potrebbe mettere a rischio l’approdo in Aula il 15 dicembre. Non è però escluso che le varie proposte dei partiti possano essere compattate in un maxi-emendamento, così da evitare tempi troppo lunghi e lo spauracchio dell’esercizio provvisorio. “Siamo al lavoro, sono giorni cruciali”, ribadisce il ministro Giorgetti. “Il governo ha proposto al Parlamento di stanziare 9 miliardi per le imprese in tre anni e la principale misura su cui stiamo completando l’affinamento è l’iper-ammortamento per gli investimenti e materiali tecnologicamente avanzati oltre che per l’efficientamento energetico. Il mondo produttivo ci ha chiesto di dare a queste misure un orizzonte pluriennale e crediamo di poterlo garantire”, spiega il titolare dell’Economia.

Infine cambia l’emendamento di Fratelli d’Italia alla manovra che punta a sancire che le riserve auree della Banca d’Italia appartengono al popolo e che è diventata oggetto di valutazione da parte della Bce. Nella riformulazione, come si legge nel fascicolo in circolazione, diventa una interpretazione autentica: si specifica che “il secondo comma dell’articolo 4 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n.148” (che prevede che “la Banca d’Italia provvede in ordine alla gestione delle riserve ufficiali, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 31 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea”) “si interpreta nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono al Popolo Italiano”. “La manovra consente all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo già nel prossimo anno senza però rinunciare a perseguire gli obiettivi che ci siamo prefissati fin dal nostro insediamento”, chiosa la premier, Giorgia Meloni.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: