Giornata mondiale dell’infanzia, ancora troppi bambini privati dei diritti fondamentali

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Foto di Annie Spratt su Unsplash

Mai come in questo momento i bambini nel mondo si trovano ad affrontare minacce profonde: i conflitti si moltiplicano, il cambiamento climatico aggrava le vulnerabilità, la povertà priva milioni di minori dei diritti fondamentali. In questo contesto difficile, la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza ci ricorda che ogni bambino ha bisogno di protezione e speranza. Come UNICEF, il nostro faro è sempre la Convenzione ONU del 1989 – il trattato sui diritti umani più ratificato al mondo – che ha trasformato il modo in cui guardiamo all’infanzia. Da allora sono stati compiuti enormi passi avanti, anche in Italia, che ha ratificato la Convenzione nel 1991, dotandosi di una Commissione parlamentare e dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e ha istituito una Giornata nazionale in occasione del 20 novembre (Legge n. 451 del 23 dicembre 1997). La legge n. 112 del 12 luglio del 2011 ha invece istituito la figura dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’adolescenza, un’Istituzione indipendente, con funzioni di promozione, collaborazione e garanzia per i diritti dei più piccoli.

Eppure, nonostante i progressi, dobbiamo constatare che tanti bambini continuano a vedere negati i loro diritti più elementari: crescere protetti, apprendere, esprimersi, giocare. Quest’anno abbiamo deciso di dedicare la giornata al diritto al gioco – troppo spesso considerato marginale. Lo scorso anno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito l’11 giugno come Prima Giornata Internazionale del Gioco: un riconoscimento che va ben oltre la dimensione ricreativa. Giocare è un modo per crescere, per apprendere, per costruire relazioni e valori come il rispetto, l’ascolto e la solidarietà. È un bisogno essenziale, tanto quanto nutrirsi o essere amati. Nei contesti più vulnerabili, come nelle emergenze garantire a un bambino la possibilità di giocare in un o spazio sicuro, contribuisce a costruire la sua resilienza, a riprendersi anche solo per pochi momenti la dignità della sua infanzia, in questo modo giocare può diventare l’unico spazio di normalità.

Quest’anno come UNICEF in Italia, per celebrare i Diritti dei bambini, saremo impegnati con diverse iniziative incentrate proprio sul diritto al Gioco con l’obiettivo di creare momenti di riflessione e consapevolezza non solo fra i più piccoli, ma anche fra gli adulti: la Marcia dei Diritti a Milano che vedrà la partecipazione di centinaia di bambini e bambine, realizzata in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina; abbiamo invitato le scuole a realizzare attività con gli studenti e le studentesse, le Biblioteche a realizzare scaffali dedicati ai Diritti dei bambini e attività e laboratori. Inoltre i Comitati locali dell’UNICEF saranno attivi con diverse iniziative.

Sostenere il gioco significa sostenere la genitorialità positiva. La genitorialità responsiva – fatta di ascolto, risposta ai segnali, tempo di qualità condiviso – è una pratica “nutriente”: crea legami, sostiene lo sviluppo e promuove benessere duraturo.

Perché tutto questo diventi un diritto reale, e non solo riconosciuto sulla carta, chiediamo con forza ai governi di investire in tre ambiti decisivi: protezione, per porre fine a ogni forma di violenza; supporto genitoriale, per diffondere approcci educativi positivi; apprendimento ludico, per garantire spazi di gioco sicuri, accessibili e inclusivi. Ogni bambino, ovunque, ha diritto a crescere giocando, protetto e amato.

Nicola Graziano, presidente Unicef Italia

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