Il 5 dicembre si celebra la Giornata Mondiale del Volontariato per lo Sviluppo Economico e Sociale, una ricorrenza che invita a riflettere su perché il volontariato sia così importante per la crescita economica e sociale di un Paese. Il motivo è semplice: il volontariato educa la popolazione alla solidarietà, a una visione della società in cui il profitto non diventa un idolo, ma lascia spazio all’impegno per creare opportunità per tutti. La dimensione della gratuità, che caratterizza questo impegno, offre qualità di vita soprattutto alle persone più fragili, che possono essere sostenute nei bisogni quotidiani più semplici. Ecco perché una giornata dedicata al volontariato è così significativa.
Papa Francesco ha più volte ricordato che l’Italia rappresenta una delle espressioni più belle e radicate di questa cultura della solidarietà, spesso non riscontrabile con la stessa intensità in altre parti del mondo. Ma che cosa significa concretamente fare volontariato? Significa dedicare parte del proprio tempo – che sia ogni giorno, ogni settimana o ogni mese – a chi vive situazioni di bisogno. Può trattarsi di anziani che necessitano di aiuto per la spesa, di bambini e giovani che svolgono attività sportive e hanno bisogno di educatori e figure di riferimento, o ancora di servizi di trasporto gratuito per visite mediche e attività quotidiane. Accanto ai professionisti, infatti, esiste una rete essenziale di volontari che crea comunità, relazioni e sostegno concreto.
È interessante chiedersi perché proprio l’Italia eccella nel volontariato. Le ragioni affondano nelle sue radici cristiane e nella storia del Paese: gli ospedali sorti prima ancora di quelli statali, la rete sociale sviluppata attraverso cooperative e associazioni ispirate all’umanesimo cristiano, la tradizione dell’amore per il prossimo inteso come impegno sia individuale che comunitario. Tutto ciò ha contribuito a formare quel tessuto intermedio della società che incarna il principio di sussidiarietà, secondo il quale lo Stato non deve sostituirsi alla società civile, ma valorizzarla, sostenendo quelle realtà che generano benessere familiare, culturale, sportivo e sociale. Un’eredità preziosa, oggi più che mai da trasmettere ai giovani, anche attraverso strumenti come il servizio civile, ormai volontario sia a livello nazionale sia internazionale, al centro di un dibattito sempre attuale.
Viene naturale chiedersi anche se i volontari siano sufficientemente valorizzati nel nostro Paese. Nel complesso sì: migliaia di organizzazioni, associazioni, fondazioni e ONG riconoscono il valore insostituibile dei volontari. La gratuità che caratterizza questo impegno non esclude la possibilità di rimborsare le spese vive sostenute da chi dedica tempo e risorse agli altri. Inoltre, la riforma del Terzo Settore ha rafforzato ulteriormente la tutela e il riconoscimento delle piccole associazioni, consolidando un sistema che sostiene e valorizza l’impegno solidale in tutte le sue forme.

