Giornata internazionale della carità: sapersi donare là dove siamo

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Si celebra oggi la Giornata internazionale della carità, nata nel 2011 per iniziativa della società civile ungherese con il sostegno del Parlamento e del Governo locale. L’anno successivo, nel 2012, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha scelto come data il 5 settembre che commemora l’anniversario della morte di Santa Madre Teresa di Calcutta, simbolo di carità cristiana e premio Nobel per la Pace nel 1979.

Una giornata importantissima perché la carità e ogni atto di amore, dal più piccolo al più grande, sono atti di giustizia. La carità e la giustizia devono sempre camminare di pari passo. E’ una giornata che smuove i cuori nel riconoscere l’importanza del donarsi là dove siamo: nel mondo del lavoro, nella società, nella politica. La carità è dono, è far crescere gli altri nel bene comune. Madre Teresa, pur essendo una suora, è stata un esempio magnifico di attenzione verso gli ultimi, i poveri, i malati, perché ognuno è preziosissimo ed ha diritto ad essere amato e curato.

Lei ha saputo coniugare questo amore per i singoli con il resto della società civile, per questo l’abbiamo vista dialogare con i potenti, prendere il premio Nobel per la pace, incontrare Lady Diana. Ha tessuto una rete di relazioni per far sì che il mondo diventasse più giusto, più caritatevole, un mondo che rispondesse al sogno di Dio per ogni uomo.

In questa giornata si cerca di mettere in luce l’importanza del donare per lottare contro la povertà e creare quindi una società più giusta e inclusiva. Madre Teresa, pur essendo così minuta, ha fatto sentire la sua voce a tutto il mondo. Questo è stato possibile perché lei, come le sue suore, dedicava molto tempo alla preghiera, all’adorazione di Gesù Eucarestia, perché come diceva il Servo di Dio don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, non c’è nessuno di più impegnato a questo mondo di chi è immerso in Dio. Madre Teresa ha saputo portare un messaggio grande, universale.

Ma la carità non va ridotta solo al mondo del volontariato, espressione meravigliosa della società, come ha detto Papa Francesco. Ma pensiamo anche al giudice Livatino che ha dato la vita per la giustizia, per il senso dello Stato, per i poveri che venivano angariati dalla mafia; a Giorgio La Pira che ha saputo essere sindaco della povera gente dando lavoro a molti ma anche andando a dialogare in Russia per la pace, guardiamo come è attuale il suo messaggio. Gli operatori di carità sono allo stesso tempo operatori di misericordia, di pace, di giustizia, di perdono, lavorano sodo aiutati anche dalla Divina Provvidenza.

Una delle frasi di Madre Teresa più famosa è questa: “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”. La nostra goccia di carità è la missione che il buon Dio ha dato ad ognuno di noi. Lei diceva anche “sono la matita di Dio”, don Benzi affermava di essere “uno scarabocchio di Dio”. Ognuno di noi, nella sua fragilità può fare molto. Quel poco che noi diamo a Dio, come i cinque pani e i due pesci, lui lo trasformava in meraviglia per gli altri. Dobbiamo impegnarci a conoscere e seguire la vita di Madre Teresa, ma anche degli altri santi, uomini e donne di Dio che, nel loro tempo, hanno costruito il bene e fatto crescere l’umanità intera. 

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