Si celebra oggi in tutti i paesi dell’Unione la giornata europea degli antibiotici che mira a realizzare iniziative di comunicazione rivolte alla popolazione allo scopo di informare sulle corrette modalità di assunzione degli antibiotici.
Il primo ricercatore cui si deve la scoperta degli antibiotici è un italiano Vincenzo Tiberio, ufficiale medico del Corpo Sanitario della Marina Militare, che nel 1895 descrisse il potere battericida di alcune muffe anticipando di oltre trenta anni la scoperta della penicillina da parte di Alexander Fleming. Il batteriologo scozzese nel 1928 osservò che una muffa, il Penicillium notatum, aveva contaminato una sua piastra di coltura di stafilococchi e aveva creato un’area priva di batteri intorno a sé.
A causa delle difficoltà tecniche, la penicillina rimase una scoperta di laboratorio per anni e furono necessari i lavori di Howard Florey e Ernst Boris Chain a Oxford che negli anni ’40 riuscirono a purificarla e produrla, rendendola un antibiotico utilizzabile su larga scala. La prima sperimentazione della penicillina su un essere umano infatti, fu fatta nel 1941 e due anni dopo ne venne autorizzato l’utilizzo in un ospedale militare.
Per questa eccezionale scoperta che segnò una svolta nella terapia delle infezioni, come polmoniti, meningiti e setticemie, Alexander Fleming condivise il Premio Nobel per la Medicina nel 1945 con Florey e Chain. Ebbe quindi inizio la produzione industriale degli antibiotici e ne furono scoperti in seguito di nuovi, quali la streptomicina, il cloramfenicolo, le tetracicline, le cefalosporine.
Negli ultimi anni il fenomeno dell’antibioticoresistenza si è talmente diffuso, per l’aumento esponenziale del consumo di antibiotici, da suscitare preoccupazione in campo medico e scientifico. Un uso responsabile degli antibiotici permette, invece, di ridurre le resistenze e preservare l’efficacia degli stessi per la cura delle infezioni più gravi, con un notevole vantaggio in termini di salute.
Gli antibiotici sono farmaci preziosi che combattono le infezioni batteriche, ma recenti studi stimano che negli ultimi 30 anni la mortalità dovuta a germi multi-resistenti sia aumentata di oltre l’80% per le persone ultra 70enni; nel nostro Paese, infatti, si registrano circa 11 mila morti l’anno a causa di infezioni antibiotico-resistenti.
I consumi totali di antibiotici hanno raggiunto nel 2023 le 22,4 dosi al giorno per 1000 abitanti, un dato che si colloca sopra la media europea (20 dosi/die per 1000 ab.) e che vede un aumento del 5,4% rispetto ai valori registrati nel 2022 per una spesa complessiva di 985,3 milioni di euro.
A livello geografico il Sud e le Isole hanno visto nel 2023 il maggior ricorso agli antibiotici, seguiti dal Centro e dal Nord Italia. Complessivamente, quattro persone su dieci hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici nel corso dell’anno, dato che sale a sei su dieci per i bambini nella fascia d’età 2-5 anni e negli over-85.
Per arginare questo uso indiscriminato dell’antibiotico terapia che sta creando serie problematiche nel campo della farmaco-resistenza, occorrerebbe avere più senso di responsabilità condiviso tra Medici “attraverso una prescrizione appropriata”, Farmacisti “fornendo farmaci solo su prescrizione medica” e i Pazienti “seguendo sempre la prescrizione medica” e non il fai da te, acquistando in farmacia senza ricetta medica.

