Esaltazione della Croce: il cuore della nostra fede

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Foto di congerdesign da Pixabay

Con la festa dell’esaltazione della Croce, che quest’anno viene celebrata di domenica, si ricorda il cuore della nostra fede, la vittoria di Cristo sulla morte, la Pasqua, il passaggio alla vita eterna che il Signore ci ha donato venendo tra di noi: Lui, che si è caricato delle nostre colpe, ha dato anche a noi la possibilità di ricevere già oggi la caparra della Vita Eterna.

La croce però è quello che il mondo rifiuta, è tutto ciò che ci distrugge, che ci fa soffrire, che fa esclamare “Come è possibile che Dio sia buono e permetta questa sofferenza, che mio marito mi tratti così, che io sia nato con quel problema, in quella famiglia?” Anche noi spesso pensiamo questo, perché Gesù Cristo è l’unico uomo che ha accettato la croce senza rinnegare Dio, l’ha accettata e l’ha fatta diventare Gloriosa, mostrando che la Croce con Lui diviene un cammino di Salvezza.

Gesù nel Vangelo di Luca di domenica scorsa ci ha detto che «Chi non accetta la sua croce e mi segue non può essere mio discepolo» (Lc 9,23; 14,27): accettare la croce significa accettare che questa realtà che ci fa soffrire, di cui non capiamo il senso, diviene invece il cammino che Dio ci ha dato per portarci a Lui.

I cristiani possono festeggiare l’esaltazione della Croce perché hanno sperimentato che la croce è gloriosa e lì dove tutti fuggono, dove tutti respingono la croce e non l’accettano, il cristiano sa che questa croce è stata vinta e ora, grazie a Gesù, è il cammino della Sua Salvezza.

Il cristiano, come tutti gli uomini, forse non capisce perché Dio ha permesso quella sofferenza nella sua vita, ma sa, come Cristo, che Dio provvederà, perché gli vuole bene, perché vuole il suo bene. La risposta del cristiano di fronte alla croce è quella di Abramo: Dio provvede.

San Carlo Acutis, canonizzato da Papa Leone XIV domenica scorsa, davanti alla scoperta della malattia che presto lo avrebbe portato alla morte, ha potuto esclamare: «Non abbiate paura perché con l’incarnazione di Gesù, la morte diventa vita, e non c’è bisogno di scappare: nella vita eterna ci aspetta qualcosa di straordinario».

Accogliere Gesù è il primo compito di ognuno di noi, per ricevere il frutto della Croce di Cristo: è un mistero nascosto, che è stato rivelato ai piccoli, ai cristiani. Ecco perché, con San Paolo, possiamo testimoniare che «Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio» (1 Corinzi 1,17-25).

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