La notizia della morte di Enzo Bianchi suscita sentimenti profondi e non privi di complessità. Per molti, che lo hanno conosciuto e stimato infatti, la gratitudine per quanto egli ha rappresentato nella fondazione della Comunità di Bose e per la ricchezza del suo insegnamento nel tempo del suo ministero convive con il dolore e la sofferenza per le vicende che hanno segnato gli ultimi anni, dopo la separazione dalla comunità da lui stesso fondata.
Chi non ha condiviso le scelte e la linea assunte in quella fase non può tuttavia dimenticare il bene ricevuto, la testimonianza evangelica offerta per lungo tempo e il contributo dato alla riscoperta della Parola di Dio, della vita monastica e del dialogo nella Chiesa.
Ora, però, ogni giudizio umano si arresta. Enzo è davanti a Dio, nella luce della verità che tutto illumina e purifica. Davanti al Padre egli vede con chiarezza chi gli ha voluto bene autenticamente e chi ha amato davvero la Comunità di Bose, anche quando questo amore ha comportato sofferenza, incomprensioni e scelte difficili.
Con questo sentimento lo accompagniamo nella preghiera, affidandolo alla misericordia del Padre, certi che solo il Signore conosce pienamente il cuore di ciascuno e che in Lui giustizia e misericordia si incontrano.

