Il 9 ottobre verrà presentata l’esortazione apostolica di Papa Leone XIV “Dilexi te”, sull’amore verso i poveri. Perché è importante amare i poveri? Come diceva San Vincenzo de’ Paoli, “loro sono i nostri padroni”. Gesù stesso ci ha detto quello “che avete fatto loro, lo avete fatto a me”. I poveri, come ci ha insegnato Papa Francesco, sono presenza reale di Cristo su questa terra.
E’ significativo che un Pontefice scelga come tema per la sua prima esortazione apostolica l’amore verso i poveri. Il Papa è il Vicario di Cristo su questa terra e non poteva che partire da questo punto: avevo fame e mi avete da da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere. L’attenzione verso i poveri, è un messaggio che ci è stato enunciato da tutti i Pontefici, come non pensare a Paolo VI, Giovanni Paolo II e Francesco. Papa Leone è in questa scia di continuità, anche attraverso il nome che ha scelto, e quindi ha voluto rimardare il ruolo sociale e l’importanza della visione antropologica cristiana che mette la persona al centro, partendo dai piccoli, dagli ultimi.
Come si dimostra l’amore verso i poveri? Attraverso la giustizia nel dare ad ognuno le cose essenziali, che sono prima di tutto poter crescere una famiglia, poter accedere all’istruzione scolastica, alle cure, al lavoro, alla libertà di pensiero, di opinione religiosa, quindi ai diritti, al diritto alla vita, al diritto al nascere, che è il primo diritto trascurato in tutto il mondo, dove milioni di creature vengono soppresse nel grembo materno.
“Dilexi te“, la prima esortazione del pontificato di Leone XIV, richiama nel titolo la quarta e ultima Enciclica di Papa Francesco, Dilexit nos, sull’amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo, datata 24 ottobre 2024. Il Santo Padre ha scelto di firmarla il 4 ottobre, festa di San Francesco, il poverello di Assisi. Verrà presentata una settimana prima della Giornata mondiale per l’eradicazione della povertà. Potremo interpretarlo come un invito a tutti i governi del mondo a lavorare affinché la povertà sia veramente sconfitta in ogni angolo del nostro pianeta. La ricetta sarebbe molto semplice: cessare di spendere miliardi per gli armamenti e utilizzare queste risorse per dare lavoro, istruzione a ogni donna, bambino e uomo.

