Il deterrente più importante contro il Covid

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Non dobbiamo desistere dall’immunizzarci contro il Covid. Bisogna continuare a vaccinare in Italia e in tutto il mondo. Cento euro di “multa” per chi non si vaccina sono poche? Faccio il medico, non faccio né il giurista né il poliziotto, il problema è che una volta stabilità l’obbligatorietà della vaccinazione, le sanzioni le stabilisce chi di competenza. Cento euro sono oggettivamente una sanzione molto bassa. Sono dell’avviso che si debba promuovere al massimo la vaccinazione e credo che il deterrente più importante sia il dovere di esibire la prova dell’avvenuta vaccinazione per gli over 50, chi ha una attività lavorativa, quindi si sposta, prende i mezzi, pena la perdita dello stipendio. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Il virus non autorizza cedimenti. Tanto più che la riduzione delle vaccinazioni sull’età pediatrica non è una buona notizia. Un contagio su 4 è al di sotto dei 20 anni.

La pandemia è un’emergenza globale dalla quale si può solo uscire collettivamente. Non è certamente facile disporre di un quadro preciso sulla diffusione dell’infezione in Africa, anche se i dati sembrerebbero indicare che l’impatto, pur pesante, è minore, in termini di malattia clinicamente evidente e decessi, rispetto ad altri continenti, con l’eccezione del Sud Africa dove circolano da tempo varianti più trasmissibili con caratteristiche epidemiologiche più simili a quelle di Stati Uniti ed Europa. Questa ridotta diffusione è probabilmente legata al fatto che la popolazione africana è relativamente giovane e ciò determina lo sviluppo prevalente di forme asintomatiche o pauci-sintomatiche. Varie organizzazioni sanitarie internazionali hanno però sottolineato che solo un abitante su dieci dei Paesi africani riceverà il vaccino, a meno che non ci sia (come è avvenuto a suo tempo per Hiv/Aids) una mobilitazione internazionale per modificare le strategie attuali, portando a un aumento del numero dei vaccinati.

Il programma Covax sviluppato dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dal Regno Unito si è impegnato a garantire un’ampia vaccinazione agli individui di queste popolazioni, anche se si prevede comunque che solo una esigua minoranza verrà immunizzata entro i prossimi sei mesi. L’obiettivo di Covax è duplice: a breve termine, fornire ai Paesi a basso reddito le dosi di vaccino per coprire il 20% della popolazione, a prescindere dal loro potere di acquisto. A lungo termine, lasciare in quei Paesi un sistema strutturato che può, autonomamente o con l’aiuto di nuovi donatori, andare avanti con la copertura del restante 80% della popolazione, seguendo un piano vaccinale validato e potenzialmente utile per nuove campagne di immunizzazione. Con questi dati siamo bel lontani dall’obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione globale entro la fine di quest’anno.

Milioni di persone nel mondo non hanno la possibilità di accedere ai vaccini per via di barriere e disparità. Oltre un milione di persone in tutto il mondo ha firmato l’appello della People’s Vaccine Alliance per sospendere la protezione dei brevetti sui vaccini. Secondo la Global Dashboard for Vaccination Equity delle Nazioni Unite, a inizio gennaio 2022 solo il 10% della popolazione target nei Paesi più poveri del mondo è stato vaccinato con almeno una dose a fronte del 67% della popolazione target nei Paesi più ricchi. Sempre secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a gennaio 2022, nella maggior parte dei Paesi dell’area sub sahariana la percentuale di popolazione target che ha completato il ciclo vaccinale risulta ancora troppo bassa: meno della metà dei paesi hanno raggiunto il 10% di copertura e ce ne sono alcuni, Ciad e Repubblica Democratica del Congo, per esempio, che non raggiungono nemmeno l’1%.

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