Ci sarà anche il segretario di Stato, Marco Rubio, al G7 dei ministri degli esteri, in programma in Canada. Rubio, spiega una nota del dipartimento di Stato americano, “promuoverà gli interessi degli Stati Uniti in materia di pace e sicurezza, cooperazione strategica e stabilità globale. Le discussioni”, prosegue la nota, “si concentreranno sul progresso delle iniziative di pace del presidente Trump in Ucraina e Gaza, sulla sicurezza marittima, su Haiti, sul Sudan, sulla resilienza della catena di approvvigionamento e sui minerali essenziali. I ministri degli esteri si baseranno sugli impegni assunti al Vertice dei leader del G7 a Kananaskis, in Canada, all’inizio di quest’anno”.
Per il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il programma squadernato da Rubio rappresenta il miglior viatico per una presenza significativa dell’Italia. “Penso che dobbiamo aiutare l’Ucraina, perché ne difendiamo la libertà e l’indipendenza”, afferma il vicepremier e ministro degli Esteri italiano replicando anche all’altro vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a proposito della guerra in Ucraina. Salvini ha spiegato che “più armi produciamo e inviamo più la guerra va avanti”. Tajani ha precisato che “non siamo per la guerra, non manderemo soldati a combattere, non manderemo armi che possano o debbano essere utilizzate in territorio russo, ma continueremo a fare tutto ciò che serve rispettando gli impegni che abbiamo preso”. Sulla stessa linea il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini: “Vogliamo la pace fra Russia e Ucraina, non manderemo mai i nostri figli a morire per una guerra che non è la nostra guerra. Se fosse per il Pd noi domani saremmo in guerra contro la Russia. Non mi interessa”. “E fanno passare per filorussi e putiniani quelli che vogliono stare in pace a casa loro”, ha aggiunto. “Dover fare leggi di bilancio dove dobbiamo trovare i soldi per missili carri armati e sommergibili, non è la mia legge di bilancio. Per difenderci, va bene, ma il problema italiano è l’invasione di un’orda di clandestini”, ha concluso Salvini. Al G7 del Canada questo sarà sicuramente un punto centrale delle discussioni fra i ministri degli Esteri presenti.
Nel frattempo i rappresentanti dei Paesi del G7, già approdati in Canada per la riunione dei ministri degli Esteri , si sono detti “profondamente allarmati” dalle segnalazioni di “violenze sistematiche e continue contro i civili” in Sudan, in particolare durante e dopo la caduta di El Fasher nelle mani delle Forze di supporto rapido (Rsf), nonche’ dall’escalation del conflitto nel Darfur settentrionale e nella regione del Kordofan. E’ quanto si legge in una dichiarazione. “La deliberata presa di mira dei civili, le vittime di massa motivate etnicamente, la violenza sessuale legata ai conflitti, la fame come metodo di guerra e l’ostruzione dell’accesso umanitario sono abominevoli violazioni del diritto internazionale umanitario. Tali atti, se comprovati, costituiscono crimini di guerra e crimini contro l’umanità secondo il diritto internazionale. Condanniamo tutte le atrocità con la massima fermezza e chiediamo che la violenza cessi immediatamente“, si legge nella dichiarazione. “Riconosciamo l’importante lavoro svolto per documentare la natura delle violazioni commesse dalle Rsf a El Fasher. L’impunità deve cessare e l’assunzione di responsabilita’ deve essere garantita. La protezione e la giustizia per il popolo sudanese non sono solo un obbligo legale, ma anche un urgente imperativo morale”, affermano i firmatari, tra cui figurano i ministri degli Esteri di Austria, Croazia, Repubblica di Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Polonia (Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Polonia), Romania e Svizzera.

