Dalle Confessioni ai social: perché Sant’Agostino è ancora attuale

@Vatican news

Leone XIV figlio spirituale di Sant’Agostino, dopo la sua visita alla città algerina di Annaba l’antica Ippona, non poteva non ritornare da Papa a Pavia, dove sono custodite le sue reliquie bella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Agostino originario dall’attuale Algeria oggi, a prima vista, sarebbe un extracomunitario, una faccia maghrebina tra le tante, che però, emigrato a Milano, si era convertito grazie all’incontro con Sant’Ambrogio e alle melodie dei canti delle liturgie della Chiesa milanese. Agostino era stato inquieto fin dall’infanzia, per malizia precoce; inquieto nell’adolescenza, per il ribollire delle passioni nel suo caldo sangue; inquieto nella gioventù per l’agitarsi delle ambizioni; inquieto nella maturità per l’insoddisfazione dell’eresia.

Lungo la sua esistenza, la conversione al cristianesimo è stato l’avvenimento più travagliato e, alla fine, più decisivo. Egli ci offre la testimonianza concreta di un giovane che diventa cristiano. Leggendo le Confessioni di Agostino, da lui scritte circa dieci anni dopo la conversione, vediamo il suo racconto popolato da riferimenti concreti e soprattutto da persone che hanno avuto un’importanza non sottovalutabile per la sua esperienza intellettuale, morale, spirituale: il vescovo Ambrogio che guidava la Chiesa di Milano, sua madre Monica, il prete Simpliciano, il cristiano laico Ponticiano. Dopo la conversione, la vita di Agostino è proseguita per molti anni. È stato monaco, prete e vescovo. Mentre aveva vissuto parte della sua giovinezza a Milano, dopo la conversione è ritornato in Africa, a Tagaste suo paese d’origine e a Ippona, dove svolse il suo ministero di vescovo.

Mentre in questo nostro tempo sono presenti sul nostro territorio molti nordafricani, che hanno difficoltà ad essere accolti ed integrati, è bello pensare che Agostino venga da quelle terre e che proprio là abbia annunciato il Vangelo per circa quarant’anni. Non ha mai avuto vita facile, sia per le difficoltà interne alla Chiesa e i pericoli dell’eresia, sia per i problemi che hanno investito la società. Con la conversione, si placò nel seno di Dio, ma come può essere quieto un oceano, solcato da correnti, perennemente ondoso, continuamente in moto, anche se profondamente stabile e calmo. La travagliata esperienza di Sant’Agostino può aiutare i giovani e i cristiani di oggi a rileggere se stessi in profondità. Può aiutare le nostre comunità, e in particolare gli adulti, a capire come essere luogo eloquente del Vangelo e della sua reale comunicazione ai giovani perché diventino discepoli di Cristo.

Nella sua vicenda possiamo vedere anticipato il profilo del giovane di oggi: un piccolo dio che si sente autonomo e che non vuole rispondere a nessuno se non a sé stesso, intrappolato nella finitezza delle proprie pretese. Monco nella propria imperfezione ma nel frattempo anelante a qualcosa di infinito, che si pone la stessa domanda sul senso della vita. Egli prefigura i tanti Agostino anonimi di oggi che urlano dietro fugaci post lasciati su bacheche virtuali di cui farebbero a meno se solo avessero una credibile alternativa sociale, familiare.

Gli Agostino d’oggi, acuti osservatori ma indolenti nell’azione, rifuggono da chi non sa creare relazione; da chi non osa provare a tirare fuori il meglio da sé e dagli altri. Da chi non sa fare incontri, da chi non ama fermarsi e salutare, stringere mani e sorridere con gli occhi, da chi non conosce la luminosità dell’incontro e non è portatore di buone notizie da raccontare. Anche i ragazzi di oggi spesso soli nel deserto delle immagini e dei suoni festaioli sono sempre alla ricerca di gente che li sappia affascinare, trascinare con entusiasmo. Sant’Agostino oltre per i giovani è un modello anche per gli intellettuali. Egli curioso di confrontarsi con ogni filosofia scoprì il rapporto fra fede e ragione e ci insegna che bisogna credere per capire e capire per credere.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: