Dal G7 di Evian a Bruxelles: la strategia italiana su energia e Ucraina

Giorgia Meloni. Foto © Imagoeconomica

La prossima sarà una settimana densa di impegni internazionali per la premier, Giorgia Meloni, nel corso della quale avrà varie occasioni per incontrare le principali cariche degli altri Paesi e fare il punto sulle questioni globali, prime tra tutte quelle relative alle guerre in corso (in Medio Oriente e in Ucraina) e alle conseguenze energetiche ed economiche di questi conflitti. Dunque sarà un test fondamentale per la politica estera del nostro Paese, rispetto alle dinamiche continentali, non mancando le tensioni fra i Paesi alleati.

La Presidente del Consiglio, da lunedì 15 a mercoledì 17, sarà a Evian, in Francia, per il G7, il forum intergovernativo che riunisce Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America, più i rappresentanti dell’Unione Europea e di altri Stati invitati al tavolo. Quello organizzato a Evian sarà il G7 numero 52 della storia e sarà presieduto da Emmanuel Macron, Presidente della Francia. Oltre a Giorgia Meloni, parteciperanno Mark Carney (Canada), Friedrich Merz (Germania), Sanae Takaichi (Giappone), Keir Starmer (Regno Unito), Antonio Costa e Ursula Von der Leyen (Unione Europea). Ma prima di questo importante summit l’inquilina di palazzo Chigi deve affrontare un altro impegno, particolarmente significativo per gli interessi nazionali. Da giovedì 18 la Premier Meloni sarà a Bruxelles per il Consiglio Europeo.

Si tratta dell’istituzione dell’Unione Europea (che si riunisce almeno quattro volte all’anno) che definisce priorità e orientamenti politici generali dell’UE, a cui partecipano i Capi di Stato o di Governo di tutti i 27 Paesi membri. Al centro dell’incontro, nel contesto internazionale della crisi energetica, il tema della competitività europea. Secondo la nostra Presidente del Consiglio, come riportato dal Secolo d’Italia, non può restare separata dal costo dell’energia, dalla semplificazione amministrativa e dalla capacità dell’UE di reagire agli shock esterni, legati agli sviluppi della guerra in Medio Oriente, senza scaricarli in modo asimmetrico sugli Stati membri. Nella seduta di oggi, giovedì 11 giugno, nell’Aula di Montecitorio si svolgono le comunicazioni della premier, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo e sarà questa l’occasione per tracciare la strada da seguire nei contesti europei. Ancor più dell’Ucraina, capitolo comunque essenziale, a tenere banco nella prossima riunione del Consiglio europeo sarà l’energia e l’Europa a geometrie variabili si prepara all’appuntamento.

Visto qualcuno va sostenendo che il nostro Paese sia stato Tagliato fuori dalla tolda di comando dell’operazione che dovrebbe restituire un posto all’Europa sul fronte ucraino – se è vero che la questione sembra essere nelle mani del pacchetto anglo-franco-tedesca, mentre Italia e Polonia sarebbero costrette ad accodarsi è altrettanto vero che le carte in tsvola potrebbero essere rimescolate – Roma cerca in compenso di dare le carte sul capitolo energia. La Meloni, il cancelliere Merz e il primo ministro del Belgio De Weaver hanno fatto da padroni di casa per una videoconferenza di massa. Ospiti i capi di governo di altri 14 paesi europei più la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Tra i pezzi da novanta mancava solo Macron. La posta in gioco è una reazione unitaria dell’Unione a una crisi che è già iniziata ma deve ancora dispiegare in pieno la sua distruttiva potenza e lo farebbe probabilmente anche se gli auspici di Trump si avverassero e la pace tornasse a calmare le acque di Hormuz. Per ripartire ci vorrebbe comunque tempo. La premier italiana, giova ricordalo, ha ringraziato la Von der Leyen per quel tanto di flessibilità faticosamente concessa: lo 0,6% del Pil in 3 anni, 14 mld in totale.

In più la Commissione ha approvato il regime italiano di aiuti di Stato per 23 mld a favore delle aziende che producono elettricità con le rinnovabili. Sono boccate d’ossigeno, ma non bastano perché in sospeso resta il motore dell’inflazione e il primo problema quotidiano per gli italiani: il prezzo del carburante. Cosa si aspetta l’Italia dall’Europa è messo nero su bianco nel comunicato di Chigi sottolineando «la necessità che la prevista proposta di revisione della direttiva Ets si concentri sulla mitigazione del suo impatto sui prezzi dell’energia, sulla riduzione ella volatilità delle tariffe e sull’eliminazione degli affetti asimmetrici sugli Stati membri».

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