Crisi in Medio Oriente: appelli a de-escalation e attenzione alla sicurezza

Medio Oriente. Foto © Lara Jameson da Pexels.

L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran apre una nuova e delicatissima fase di tensione in Medio Oriente e provoca una reazione articolata ma convergente in Europa: forte preoccupazione, appello alla de-escalation, richiamo al diritto internazionale e massima attenzione alla sicurezza dei cittadini presenti nell’area.

Da Teheran la linea è netta. L’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, parla di “aggressione” e di “palese violazione dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale”, denunciando attacchi contro “siti civili in diverse città”. Secondo Mokhtari, l’azione militare sarebbe avvenuta mentre Iran e Stati Uniti erano “impegnati in negoziati diplomatici”, configurando – sostiene – una violazione del paragrafo 4 dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite. Teheran richiama l’articolo 51 della stessa Carta, rivendicando il “diritto legale e legittimo di rispondere”. L’ambasciatore ha inoltre sollecitato una presa di posizione della Santa Sede e di Papa Leone XIV, chiedendo una condanna dell’attacco “sulla base degli insegnamenti religiosi” e un rinnovato appello alla pace.

Da Roma il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha attivato l’Unità di crisi della Farnesina: “Seguiamo tutti gli italiani presenti in Medio Oriente. Le nostre sedi diplomatiche stanno già assistendo i nostri connazionali”, ha scritto sui social, fornendo il numero dedicato per le segnalazioni. La priorità italiana è al momento la sicurezza dei cittadini e il coordinamento con le rappresentanze nella regione. Non solo.

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, continua a seguire da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e ha presieduto questa sera a Palazzo Chigi una nuova riunione, cui hanno preso parte il Ministro degli Esteri Tajani e il Sottosegretario Alfredo Mantovano; in collegamento telefonico il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Presenti i vertici dell’Intelligence.

La riunione ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione che è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio ed assistenza da parte dell’Unità di Crisi e su cui ha riferito il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il Presidente del Consiglio ha inoltre condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal Cancelliere Merz e dal Primo Ministro Starmer oltre che con il Re del Bahrein, l’Emiro del Kuwait, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro del Qatar e il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita. Sono in corso ulteriori contatti con il Sultano dell’Oman e il Re di Giordania. In serata e domani si terranno ulteriori contatti con i nostri partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione Europea. Ai leader del Golfo il Presidente Meloni ha espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha respinto “l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele”, definendola un’escalation che contribuisce a un “ordine internazionale più incerto e ostile”. Sánchez ha tuttavia ribadito anche il rifiuto delle “azioni del regime iraniano e dei Guardiani della Rivoluzione Islamica”, sottolineando che “non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastante in Medio Oriente”. La posizione di Madrid insiste su un’immediata de-escalation e sul “pieno rispetto del diritto internazionale”, con l’invito a riprendere il dialogo per una soluzione politica duratura.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di “gravi conseguenze per la pace e la sicurezza internazionale” e ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Parigi si dice pronta a proteggere i propri partner nella regione, su richiesta, e ha avviato contatti con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Giordania e con il presidente della regione autonoma del Kurdistan. Macron ha sottolineato che l’escalation “deve fermarsi” e che il regime iraniano “non ha altra opzione se non impegnarsi in negoziati in buona fede” sul programma nucleare, balistico e sulle attività regionali. Al tempo stesso, ha assicurato che sono state adottate tutte le misure necessarie per la sicurezza del territorio francese e dei cittadini all’estero. Il presidente della Repubblica francese, ha anche convocato un Consiglio di Difesa e Sicurezza nazionale per le 18, dedicato “alla situazione in Iran e in Medio Oriente”.

Il ministro degli Esteri belga Maxime Prévot ha espresso “profondo rammarico” per il fallimento degli sforzi diplomatici portati avanti da Ue, Stati Uniti ed E3 negli ultimi anni. Bruxelles ricorda di aver sostenuto sanzioni estese contro Teheran e l’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche.

In relazione agli sviluppi in Medio Oriente, questo pomeriggio si terrà una riunione straordinaria dei Rappresentanti Permanenti dei 27 in Ue (Coreper II). Lo rende noto un portavoce della presidenza di turno cipriota. La presidenza convocherà inoltre una riunione virtuale del gruppo di lavoro “Affari consolari” per esaminare la situazione dei cittadini dell’Ue nella regione. La riunione si terrà prima della riunione del Coreper. Fuori dall’Europa non mancano, ovviamente, le voci di dissenso. La Cina è “fortemente preoccupata” per gli attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. “La sovranità nazionale, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran devono essere rispettate”. E’ quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri cinese. Pechino chiede “l’immediata cessazione delle operazioni militari, per evitare un’ulteriore escalation delle tensioni, per riprendere il dialogo e i negoziati e per mantenere la pace e la stabilità in Medioriente”. Infine il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito alle 16 di New York, le 22 in Italia, sulla crisi in Medioriente.

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