Cosa serve per sostenere il rilancio economico e sociale del Paese

Foto di Karola G: https://www.pexels.com/it-it/foto/laptop-monete-miniatura-commercio-5980898/

Guardando all’anno appena iniziato, gli scenari che si delineano appaiono tutt’altro che incoraggianti. Ai dati emersi da una recente ricerca del Censis si affiancano quelli diffusi dal CRIF sull’indebitamento dei cittadini, contribuendo a rendere ancora più allarmante il quadro socioeconomico delle famiglie italiane e, più in generale, del Paese.

Nel corso dell’anno appena concluso si è registrato, infatti, un aumento delle richieste di credito al consumo da parte delle famiglie. Le consistenze complessive di questo debito hanno ormai superato i 170 miliardi di euro. Un indebitamento che non nasce da scelte di investimento o di crescita, bensì dalla necessità di mantenere condizioni di vita sempre più difficili da sostenere, a fronte di un progressivo impoverimento legato a stipendi e pensioni sostanzialmente fermi. Il calo del potere d’acquisto ha inevitabilmente inciso sulla domanda interna, determinando ricadute negative sia sulla produzione industriale sia sul Prodotto interno lordo.

La gravità di questa situazione impone interventi urgenti e strutturali da parte dei responsabili delle istituzioni. È necessario mettere in campo politiche mirate all’aumento del potere d’acquisto e offrire prospettive di sviluppo diverse e più solide rispetto a quelle attuali. In assenza di un cambio di rotta, il Paese rischia di aggravare ulteriormente due fenomeni già critici: la crescente denatalità e l’emigrazione dei giovani, che rappresentano fattori di ulteriore indebolimento del tessuto economico e sociale nel medio e lungo periodo.

Per queste ragioni, è indispensabile insistere su interventi significativi in materia di investimenti pubblici, a partire da infrastrutture e servizi, passando per le nuove tecnologie. Occorre inoltre procedere allo sblocco dei contratti nazionali, garantire una giusta perequazione delle pensioni e introdurre tagli fiscali rilevanti sui redditi fissi, che sono oggi tra i più penalizzati dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita.

Altrettanto fondamentale è un controllo serio ed efficace delle filiere produttive, a cominciare da quella agroalimentare, sempre più spesso segnata da dinamiche speculative inaccettabili. A ciò deve affiancarsi un rafforzamento della lotta all’evasione fiscale, condizione imprescindibile per garantire equità e sostenibilità al sistema. Infine, appare necessario introdurre una forma di partecipazione solidaristica, anche temporanea, sui grandi profitti realizzati negli ultimi anni dai settori bancario, assicurativo ed energetico, così come sui grandi patrimoni. Si tratta di misure che, se ben calibrate, potrebbero contribuire in modo significativo a sostenere il rilancio economico e sociale del Paese, restituendo fiducia alle famiglie e prospettive alle nuove generazioni.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: