La difesa e l’Ucraina, ma anche il varo di un vero sistema europeo di tutela dei confini, saranno due dei temi caldi dell’agenda del lavori del vertice informale dei Ventisette, convocato per oggi (mercoledì 1 ottobre) dalla presidenza di turno danese, a Copenaghen. A seguire ci sarà il dibattito allargato alla Comunità Politica Europea.
Un vertice che si svolge in un clima tesissimo, a causa delle ripetute violazioni dei droni russi sui cieli europei. “Non escludiamo che vi sia un collegamento con questi appuntamenti, considerando pure cosa ci sarà sul tavolo dei leader”, spiega una fonte europea riferendosi alle incursioni dei droni, che vengono visti come uno strumento di “pressione psicologica” sull’UE.
Il confronto sarà perlopiù “politico” e tratterà il tema da un punto di vista più generale e giuridico, mentre i dettagli verranno poi approfonditi nei tavoli tecnici. “Abbiamo due temi principali sul tavolo del vertice informale a Copenaghen. Il primo, la difesa, il secondo, l’Ucraina. Sul primo, non ho bisogno di ricordarvi, ovviamente, l’importanza e la crescente urgenza con cui questo argomento viene affrontato, in particolare nel contesto delle recenti incursioni nello spazio aereo di alcuni paesi europei, incursioni di droni e persino di caccia. Questo è in linea e in sequenza con quanto iniziato a febbraio di quest’anno, con decisioni già prese”, afferma un alto funzionario Ue in vista del Consiglio europeo.
Fra i temi in discussione ci sarà l’uso degli asset russi congelati per fornire un supporto finanziario all’Ucraina, per un valore di 140 miliardi di euro. L’obiettivo è arrivare ad un “solido impianto giuridico” per vanificare i dubbi degli Stati più cauti e della Banca Centrale Europea, che teme contraccolpi sull’euro. Ma lo stanziamento delle risorse per l’Ucraina appare cruciale in un momento in cui è forte la consapevolezza che la pace non è certo vicina.
Il secondo tema in discussione riguarderà il tema più generale della Difesa europea ed il muro anti-drone, in attesa della roadmap della Commissione europea che sarà presentata al vertice di ottobre. L’UE conta di incoraggiare gli Stati membri più resistenti ad aderire almeno sui grandi progetti che necessitano di economie di scala, come ad esempio lo scudo missilistico europeo. L’Italia, con la presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parteciperà attivamente sia all’incontro informale che al vertice della Cpe.
La premier metterà sul tavolo alcune istanze specifiche, a cominciare dal tema dell’autonomia strategica europea e difesa comune: l’Italia spingerà affinché l’Ue non si limiti a politiche reattive, ma sviluppi una capacità difensiva propria, coerente con iniziative come Readiness 2030 che mirano a rendere l’Europa più autosufficiente nel campo militare.
La Meloni porterà avanti anche una posizione di equilibrio tra deterrenza e dialogo: la premier probabilmente sosterrà l’idea che l’Europa debba mantenere una linea ferma verso Mosca senza escludere canali diplomatici che possano portare a una soluzione del conflitto in Ucraina, in un momento in cui la rivalità con la Russia è descritta da diversi commentatori come una sfida che “costringe l’Ue a rimodellarsi”. L’Italia insisterà, inoltre, sulla sicurezza energetica e gli investimenti nel Mediterraneo: il capo del governo potrebbe anche promuovere un focus sul rafforzamento della resilienza energetica europea e sull’internazionalizzazione delle imprese italiane nei Balcani e nel Mediterraneo orientale, utilizzando il consesso della Cpe come vetrina diplomatica.
Infine, ma non meno importante, la cooperazione estesa con Paesi non Ue. La Meloni, probabilmente, enfatizzerà la necessità di coinvolgere nella difesa europea e nei meccanismi politici anche Paesi non Ue che condividono le sfide della sicurezza, contribuendo così ad una coesione continentale più ampia. Inoltre, l’Italia potrà usare i momenti bilaterali per consolidare rapporti con paesi dell’area orientale europea e balcanica, presentando progetti di cooperazione economica, infrastrutturale e per la transizione verde.
Le aspettative per queste due giornate sono elevate, ma sussistono anche ostacoli. In primis la mancanza di unanimità tra Stati membri, soprattutto su difesa e impiego dei fondi congelati russi, un fatto che potrebbe rallentare decisioni ambiziose. Nel frattempo, mentre si attende il vertice europeo, è massima allerta a Copenaghen. Francia e Svezia hanno inviato forze speciali anti-drone in Danimarca per fornire un sostegno alle autorità locali e garantire la massima sicurezza del vertice. La Danimarca ha anche deciso di richiamare i riservisti.

