Il compito cui non abdicare: uscire a largo per pescare gli uomini

Foto di fstSpirit da Pixabay

“Getta le tue reti, buona pesca ci sarà”, cantava Pierangelo Bertoli. Leone XIV ha invitato i Vescovi e i Laici a vivere la chiamata ad essere pescatori, ad essere pescatori di famiglie, pescatori di bambini.

I Vescovi e i laici  «sono chiamati a lasciarsi coinvolgere in tale missione divenendo, accanto ai Ministri ordinati, pescatori” di coppie, di giovani, di bambini, di donne e uomini di ogni età e condizione, affinché tutti possano incontrare Colui che solo può salvare» (Leone XIV, Messaggio Pontificio Seminario Dicastero laici, la Famiglia e la Vita, 2 giugno 2025).

E’ suggestiva, lo è sempre stata,  l’immagine del pescatore di uomini, oltre che del ‘pastore’ del gregge. Suscita incoraggiamento e consolazione, per la sensibilità per chi sta dalla parte dei bambini, quello che Papa Leone XIV ci ha detto: essere “pescatori di bambini”; pescare nel mare dell’oscurità e del buio i piccoli pesci che in mare aperto sono i più vulnerabili, e più a rischio dei famelici predatori.

La vita del pescatore

La vita del pescatore è dura, tante sono le ore trascorse in barca e riposa poco nelle ore residue. Stare in barca, nel mare, nella vita di un pescatore, significa fatica, lavorare sotto la pioggia al freddo con condizione meteorologiche molto avverse, con ritmi intensi. Un pescatore non può dormire: chi dorme non piglia pesci. E’ così anche per il pastore, se non è vigili le pecore e gli agnellini sono preda dei lupi, degli orsi. San Pietro è pescatore oltre che pastore. Gesù ama il mare, il lago…e prende sempre il largo.

Gesù è di Nazareth e da quella piccola città non si vede neanche da lontano il mare di Galilea o il lago di Tiberiade e sembra che gli piace il lago oltre alla strada che percorre in lungo e in largo e immaginiamo come apprezzava i mestieri degli artigiani e dei contadini.

Gesù ama il lago, ama i pescatori, e Cafarnao diventa il suo luogo prediletto. Gesù attraversa il lago, e preferisce usare la barca, anche quando potrebbe andare a piedi. Anche quando il tempo è brutto e il lago è agitato dai venti, egli dorme tranquillo nella barca. (S. Veronesi, “Non dirlo. Il Vangelo di Marco”, Bompiani 2015).

Leone XVI con parole decise e chiare, indica che essere  pastori è curare il gregge affidato; ed essere pescatori è navigare il mare, al largo, per pescare i pesci con una rete che non si spezza e resta integra e unita. E’ la rete del Vangelo che non uccide, ma libera tutti nell’Amore.

Gettare le reti per conquistare gli uomini al Vangelo

Nell’omelia che Papa Benedetto pronunciò in occasione per l’inizio ufficiale del suo ministero petrino, facendo riferimento al ‘pescatore’ indica il precipuo compito nella Chiesa che non dobbiamo dimenticare o abdicare:

«Anche oggi viene detto alla Chiesa e ai successori degli apostoli di prendere il largo nel mare della storia e di gettare le reti, per conquistare gli uomini al Vangelo – a Dio, a Cristo, alla vera vita. I Padri hanno dedicato un commento molto particolare anche a questo singolare compito. Essi dicono così: per il pesce, creato per l’acqua, è mortale essere tirato fuori dal mare. Esso viene sottratto al suo elemento vitale per servire di nutrimento all’uomo. Ma nella missione del pescatore di uomini avviene il contrario. Noi uomini viviamo alienati, nelle acque salate della sofferenza e della morte; in un mare di oscurità senza luce. La rete del Vangelo ci tira fuori dalle acque della morte e ci porta nello splendore della luce di Dio, nella vera vita.  È proprio così – nella missione di pescatore di uomini, al seguito di Cristo, occorre portare gli uomini fuori dal mare salato di tutte le alienazioni verso la terra della vita, verso la luce di Dio. È proprio così: noi esistiamo per mostrare Dio agli uomini. E solo laddove si vede Dio, comincia veramente la vita. Solo quando incontriamo in Cristo il Dio vivente, noi conosciamo che cosa è la vita».

Non si esce mai da soli in barca e non ci si salva da soli

Andare a pescare, in barca, non si esce da soli, il rischio di affondare o naufragare è troppo grande e molto pericoloso. Si va sempre insieme.

Papa Francesco lo ha ribadito, più volte, con forza e anche commozione:  “Non vi fate scoraggiare, anzi dovete alimentare un’altra vostra caratteristica: quella di essere uniti. In mare non si esce da soli. Per gettare le reti è necessario faticare insieme, come equipaggio, o meglio ancora come una comunità in cui, pur nella diversità dei ruoli, il successo del lavoro di ciascuno dipende dagli sforzi di tutti. Così la pesca diventa una scuola di vita al punto che Gesù la usa come simbolo per indicare la vocazione degli apostoli: ‘Venite con me, vi farò diventare pescatori di uomini” (Discorso per Giornata mondiale della pesca, 23 novembre 2024)

Pescatori di bambini

Casa può significare essere pescatori di bambini? «Forse “catturare” le persone, magari usando reti più moderne? Non è certo questo che vuole il Signore. Dio non vuole “catturare” nessuno, perché rispetta la nostra libertà. Invece offre a tutti il suo amore e la sua salvezza, senza pretendere nulla in cambio e senza esclusioni. » (Papa Francesco ai Ragazzi dell’Acr, La pesca e lo stupore, 20 dicembre 2024)

I bambini non vogliono essere ‘catturati’ dalle mani violente e senza amore, non desiderano essere nel buio oscuro delle profondità negative del mare, del male, del peccato. I bambini hanno bisogno di stare dentro “barche sicure” e se le onde li sballottano, c’è sempre chi ci dice: non temete. Io sono qui con Voi. I bambini hanno bisogno che qualcuno, un pescatore, esperto e navigato nella vita, li prende in barca con sé e li porti a un porto sicuro. Pescatori di bambini, grazie Papa Leone, ne parleremo ancora. Molto.

Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it
Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Lenovo

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: