Annunciare il Vangelo senza paura: testimoni credibili dell’amore di Dio

Immagine creata con ChatGtp

Con l’iniziazione cristiana ci vene affidata una mission: attraverso lo Spirito santo diventiamo profeti e inviati ad annunciare la Parola di Dio. Purtroppo l’uomo è incline a lasciarsi sedurre dal diavolo (colui che separa) o satana (colui che accusa)… dipende come lo volgiamo chiamare. L’uomo riconosce questa sua debolezza, ma Gesù, nella sua istruzione ai discepoli che più intimamente collaboreranno con lui (si ricordi il Vangelo di domenica scorsa: la chiamata degli apostoli), lo esorta a superare quella paura: non temere.

Per annunciare l’amore misericordioso di Dio non occorre essere istruiti a chi sa quale arcano segreto, annunciare il Vangelo è, principalmente, raccontare la propria esperienza personalissima dell’incontro con Dio. Annunciare vuol dire essere testimoni (credenti, creduti e credibili) di quella parte così intima di sé, che potrebbe anche richiedere una sorta di pudore, e che racconta le meraviglie che Dio opera nella propria vita (ciò che vi è stato detto all’orecchio… ciò che vi ho detto in segreto… urlatelo dai tetti!) non per mero pettegolezzo, ma per raccontare Dio.

Il non temete, fa riferimento certamente all’accoglienza di questa Parola da parte degli ascoltatori che potrebbero opporre un rifiuto: spesse volte la paura ci fa agire in modo contrario lasciandosi prendere dalla preoccupazione di essere accolti, ma non bisogna, la preoccupazione di apparire, per forza, splendidi, vuole riscuotere successo e per questo ci si affanna a lavorare per il consenso… rischiando di perdere l’identità di discepolo. Oggi, purtroppo, la preoccupazione di ottenere followers attraverso i social group, spinge a falsificare anche la propria immagine. E in questo Gesù interviene mettendoci in guardia dall’apparenza.

Per il fatto che siamo amati da Dio, il Padre si prende cura di noi… e lo fa a costo della sua vita! Quando Gesù parla di non temere di chi può far morire il corpo, intende dire anche di non temere coloro che potrebbero screditarci mediante un semplice sorriso, una parolina sarcastica o uno sguardo di disprezzo (quante volte siamo stati capaci di sminuire e mettere in ridicolo una persona…). Siamo vulnerabili, ma al contempo siamo capaci di amare davvero tanto. E’ di questo Amore che Gesù ha bisogno.

Questo amore ce lo ha insegnato, non a parole, ma con la sua vita stessa. Riconoscerlo è affermare che, anche se non siamo degni, lui continua a fidarsi di noi, continua ad incoraggiarci a mostrare il volto vero di Dio che risplende nella nostra vita. Lui ci riconosce nel senso che guarda alla nostra verità, e qualora non dovesse essere così, quando tentiamo di rinnegarlo, il suo non riconoscerci non è un volerci allontanare, ma un dirci che non stiamo mostrando chi siamo.

L’essere oggetto di attenzione e di amore da parte di Dio ci incoraggia ad avere piena fiducia in questo Amore che continua a donarsi fino all’eternità, un amore che ci sprona e ci porta a buttarci nelle braccia misericordiose di Dio senza paura, senza temere… nulla!

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