“Noi speravamo che egli fosse il redentore d’Israele. O discepoli, l’avevate sperato. Vuol dire che adesso non lo sperate più. Ecco, Cristo vive, ma in voi la speranza è morta. Sì, Cristo è veramente vivo, ma questo Cristo vivo trova morti i cuori dei discepoli” scrive Sant’Agostino (Discorso 235 Tenuto il Lunedì di Pasqua tra il 400 e il 417).
Quante volte anche noi ci siamo fatti questa domanda nella nostra vita; dinanzi ad una difficoltà, a quel problema inaspettato, anche a quella sofferenza, ce lo siamo chiesti. I discepoli di Emmanus, dopo aver espresso la loro delusione, quando incominciano ad ascoltare quel loro compagno di viaggio, si accorgono che quel Gesù, che sembrava averli abbandonati per sempre, camminava invece con loro. Anche noi forse abbiamo fatto questa esperienza: nel momento in cui vedono tutte le loro speranze fallite, in cui devono ricominciare a vivere in una quotidianità senza prospettive… proprio lì Cristo si fa presente, cammina con loro: Gesù non si meraviglia della loro incredulità, dell’incapacità di saper leggere i fatti, non li giudica, ma si fa vicino e gli illumina la verità. Abbiamo bisogno di fare questa esperienza per capire davvero l’Amore che il Signore ha per noi: perché Lui è presente oggi nei nostri dubbi, nelle paure, nelle incomprensioni, nella nostra incapacità ad essere “all’altezza”.
Quando sembra tutto perso, la nostra speranza si affievolisce, se incominciamo ad ascoltarlo, scopriremo che Gesù non ci abbandona alla nostra delusione. “lo riconobbero nello spezzare il pane”: è il segno di Cristo, che si ripete in ogni Eucarestia. Gesù continua a donarsi a noi, attraverso il suo corpo e il Suo Sangue, perché anche noi possiamo ricevere nella nostra vita la capacità di diventare segno del Suo Amore.

