Mai rassegnarsi all’ostilità e al conflitto. “Viviamo tempi difficili da percorrere e da raccontare, che rappresentano una sfida per tutti noi e che non dobbiamo fuggire – osserva Leone XIV -. Al contrario, essi chiedono a ciascuno, nei nostri diversi ruoli e servizi, di non cedere mai alla mediocrità”. Sono trascorsi 45 anni dalla prima edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli e la vocazione dell’ormai storico incontro di fine estate a Rimini è più che mai attuale in un tempo segnato dalla “terza guerra mondiale a pezzi”.
Il tema dell’edizione 2025 che si apre oggi è una citazione del poeta premio Nobel Thomas Stearns Eliot (“Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”). Parole che aprono orizzonti riecheggiando un celebre passo evangelico. Oggi come duemila anni fa ci interpella, infatti, l’esortazione di Gesù a non costruire la nostra dimora sulla sabbia: “Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono sulla casa, ed essa cadde, e la rovina fu grande”. Sulle orme profetiche di don Luigi Giussani il movimento di Comunione e Liberazione ha saputo far dialogare al Meeting esponenti di realtà tra loro spesso molto distanti, senza mai smettere di proporre il confronto e il dibattito come metodi di soluzione dei problemi geopolitici, socio-economici e di identità culturale.
Gli organizzatori, già dalla scelta del titolo, esprimono, dentro la drammaticità della storia, la speranza di poter costruire insieme luoghi in cui condividere “la ricerca e l’esperienza di ciò che è vero, buono e giusto”. I deserti oggi assumono mille forme: guerre, tratta degli esseri umani, solitudine esistenziale, cinismo, violenza, indifferenza. Il discernimento è ciò che consente di scegliere il posto più adatta per edificare e rifondare la civiltà su basi solide. Proprio al Meeting papa Francesco tracciò l’identikit dell’uomo di oggi che vive nell’insicurezza, camminando a tentoni, estraneo a sé stesso, attanagliato dalla paura. Per ritrovare la giusta via non basta un ragionamento o una strategia. E’ necessaria la consapevolezza che il nostro nome è scritto nei cieli. E non per meriti individuali, ma per un dono che ciascuno di noi ha ricevuto con il battesimo ed è chiamato a condividere con tutti, nessuno escluso. Essere discepoli missionari è nella natura del Meeting, un luogo ospitale, in cui le persone possano fissare dei volti condividendo esperienze e testimoniando la fede nelle urgenze contemporanee.
Tra i numerosi ospiti prestigiosi spicca a Rimini la presenza del Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo nel 1700° anniversario del Concilio di Nicea e alla vigilia del viaggio di Leone XIV in Turchia. Un segno forte di rinnovato ecumenismo che coinvolge i cristiani di ogni confessione lungo percorsi di unità, nelle conciliazioni tra ragioni e sofferenze inflitte e subite, differenze di teologia e pastorale. La stella polare è l’abbraccio a Gerusalemme tra San Paolo VI e Atenagora nel 1964, quando i capi delle due Chiese cristiane assunsero in prima persona il dovere di sbloccare una situazione immobile da secoli. Si riconobbero come fratelli per giungere alla cancellazione delle reciproche scomuniche. Un modello per i negoziati di pace che in Medio Oriente, Europa Orientale, Africa e Asia vede la Santa Sede impegnata come mediatrice. “La pace comincia da ognuno di noi: dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri- insegna Leone XIV -. In questo senso, il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza: dobbiamo dire no alla guerra delle parole e delle immagini, dobbiamo respingere il paradigma della guerra”.
Ricordo con quanto entusiasmo don Oreste Benzi prendesse parte al Meeting nella convinzione profonda che guardarsi negli occhi è il primo passo per smilitarizzare i cuori. La fede come antidoto all’inimicizia, allo “spirito di Caino”. E da infaticabile apostolo della carità ripeteva che “l’inferno non è una vendetta o un castigo di Dio; noi ci creiamo l’inferno attorno a noi: è il fissarsi per l’eternità in un rifiuto consapevole e cosciente di amare Dio”.

