Venezia si 'tinge' di rosso per i cristiani perseguitati

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Aiuto alla Chiesa che Soffre è la fondazione di diritto pontificio che si occupa di sostenere i cristiani che vengono minacciati o perseguitati a causa della loro fede.

I precedenti

Per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema spesso sottovalutato, Acs organizza eventi speciali che vedono l'illuminazione di monumenti particolarmente rappresentativi. E' successo lo scorso febbraio quando ad illuminarsi di rosso, sono stati il Colosseo di Roma, la Cattedrale maronita di Sant’Elia ad Aleppo in Siria e la chiesa irachena di San Paolo a Mosul. In precedenza, era toccato già alla Fontana di Trevi, sempre a Roma, al Palazzo di Westminster a Londra,alla la statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro e alla Basilica del Sacro Cuore a Parigi e la Cattedrale di Manila.

Venezia 

Questa sera sarà, invece, Venezia a 'colorarsi' di rosso per ricordare a tutti la situazione drammatica vissuta da migliaia di persone nel mondo, perseguitate per la sola 'colpa' di amare Cristo. Tra i monumenti veneziani coinvolti nell'inziativa, il Ponte di Rialto e un tratto del Canal Grande. Il direttore di Acs, Alessandro Monteduro ha presentato così quanto avverrà questa sera nella città lagunare: “Stavolta vogliamo dedicare in particolar modo l’evento ad Asia Bibi e con lei a tutte le donne che soffrono violenza a causa della fede. Nella speranza che il movimento del #MeToo vada oltre Hollywood e includa anche queste donne coraggiose”.

Le parole del Patriarca

Un pensiero alla madre pakistana che ancora oggi, dopo essere stata assolta dalla Corte Suprema, non può lasciare il suo Paese natìo a causa delle proteste degli islamisti radicali, è arrivato anche da monsignor Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia che l'ha indicata come un modello per il “Cristianesimo in pantofole” di tanti occidentali. Alla conferenza stampa di presentazione, monsignor Moraglia  ha detto che l'iniziativa vuole “presentare una realtà che non sempre viene illuminata” e si rivolge anche ai ragazzi ed alle ragazze impegnati nel pellegrinaggio diocesano alla Basilica della Madonna della Salute. “Vorrei – ha detto il Patriarca – che i giovani si confrontassero con la realtà della Chiesa perseguitata”.

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