Rimini in piazza tra 'Summer pride' e processione di riparazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:26

Si prevede un sabato caldo a Rimini e non solo per le temperature estive. La cittadina romagnola, infatti, sarà il teatro di due manifestazioni contrapposte che si svolgeranno a poche ore di distanza l'una dall'altra. Sul lungomare avrà luogo dalle 17 e 30 il corteo del 'Summer pride', la parata organizzata dall'Arcigay allo scopo – dicono gli ideatori – di manifestare l'orgoglio Lgbt. Poche ore prima, però, andrà in scena la processione di riparazione promossa dal comitato Beata Giovanna Scopelli, un'associazione di cattolici locali nata per rispondere con la preghiera a quello che viene ritenuto da loro un oltraggio. L'appuntamento è previsto per le 10 e 30 a piazza Mazzini. Come già successo lo scorso anno in occasione dell'edizione precedente del 'Summer pride', anche questa vigilia non è stata priva di forti echi polemici per l'annuncio del comitato di voler ripetere anche quest'anno la processione.

Le parole del vescovo

Il vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi è stato informato preventivamente dai promotori ed ha voluto loro rispondere con una lettera in cui dice di comprendere “le motivazioni della ferma disapprovazione” e ribadisce il suo rammarico per “comportamenti, contenuti e forme non condivisibili” del raduno voluto dall'Arcigay. Tuttavia, il presule ha invitato ad una riflessione più ponderata i membri del comitato Scopelli: “vorrei esternare – ha scritto Lambiasi nella missiva –  il forte timore che, al di là delle intenzioni personali, si finisca di fatto per alimentare uno stile di aspra contrapposizione polemica“. Dunque, il vescovo non ha avallato l'iniziativa riparatrice, ma non l'ha nemmeno 'sconfessata', come alcune ricostruzioni avevano lasciato intendere.

La linea dell'Arcigay

 Alla guida della diocesi romagnola si è rivolto anche Marco Tonti, presidente dell'Arcigay di Rimini, in una lettera in cui ha scritto che è “necessario il reciproco rispetto e una solida identità per potere aprire un confronto veritiero; solo grazie alla chiarezza è possibile stabilire dialoghi”. Facendo un elogio del confronto e ammettendo di riconoscere una propensione per esso nella figura di monsignor Lambiasi, Tonti sembra quasi voler riconoscere 'l'onore delle armi' al comitato Beata Giovanna Scopelli nel momento in cui scrive che l'apertura del dialogo è stata una conseguenza della “scossa data dal Pride, proprio come le cosiddette 'processioni di riparazione' e le prese di posizione pro e contro.”

Le ragioni del Comitato Beata Giovanna Scopelli

Ma i promotori del comitato Beata Giovanna Scopelli lamentano di esser stati destinatari sui social di commenti di tutt'altro tono rispetto a quello utilizzato dal presidente dell'Arcigay nei confronti del vescovo. Cristiano Lugli, portavoce dell'associazione, ha voluto difendere le motivazioni dell'iniziativa e rispondere alle critiche di chi li ha accusati di intolleranza.”La nostra – ha detto Lugli – non è una manifestazione contro le persone, ma nasce piuttosto dalla necessità di ricordare che se è vero che siamo tutti figli di Dio, è anche vero che dobbiamo impegnarci a vivere secondo la sua legge.” In alcuni siti e gruppi Facebook che appoggiano l'iniziativa non era mancato chi, alla pubblicazione della lettera inviata da Lambiasi, aveva espresso perplessità nei confronti della sua posizione giudicata troppo moderata.  Lugli ci ha tenuto, però, a confermare il rispetto del comitato nei confronti del suo vescovo: “non ci ha sconfessato, come sta scrivendo qualcuno – ha puntualizzato il portavoce – ma si è limitato a fornirci un suo parere che avanzava dubbi sulle modalità di svolgimento della processione, pur ribadendo di condividere le nostre motivazioni”. Sulle aspettative di partecipazione, Lugli si è detto non intenzionato a farne una questione di numeri perchè – ha ricordato – “Cristo è morto da solo, gli Apostoli erano 12: lungi da noi fare un paragone, ma questi esempi fanno capire che l'essere pochi, per noi cattolici, non è sintomo di sconfitta, non ci fa paura e non ci umilia.” Gli organizzatori si aspettano che non saranno soltanto i gruppi di cosiddetti tradizionalisti a prendere parte alla processione di riparazione: l'esperienza dello scorso anno permette al comitato Beata Giovanna Scopelli di affermare che saranno molti i semplici parrocchiani ad unirsi in preghiera per quella che – viene specificato da chi l'ha promossa- non è una manifestazione 'contro' gli omosessuali ma mira, invece, alla riscoperta e alla valorizzazione di parole come conversione, castità e croce. Concetti rievocati da monsignor Lambiasi in un discorso che il comitato Beata Scopelli – a detta del suo portavoce – sente di far proprio. L'augurio è che la processione di riparazione di oggi possa essere un'occasione di preghiera e di raccoglimento, scevra dalle scorie della contrapposizione ideologica che troppo spesso viene evocata dai media con superficialità per accaparrare click ed attenzioni.

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