Mons. Delpini agli anziani: “Non cadete nell'esibizionismo”

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E' stato inaugurato a Milano l'anno accademico dell'Università della Terza Età. Si è aperto con la messa celebrata nella Basilica di San Marco dall'Arcivescovo meneghino, monsignor Mario Delpini. L'istituzione è stata fondata nel 1983 per iniziativa del Cardinale Giovanni Colombo a cui oggi è intitolata.

L'Università della Terza Età

L'università ha avuto in questi anni di vita dei docenti prestigiosi come i Cardinali Giovanni Saldarini e Dionigi Tettamanzi, uno dei predecessori di Delpini alla guida della Diocesi ambrosiana. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal Vescovo alla presenza di monsignor Renzo Marzorati, rettore dell'università, e di monsignor Gianni Zappa, responsabile della Comunità pastorale Paolo VI.

L'omelia

L'omelia di monsignor Delpini ha voluto far riflettere i fedeli presenti, studenti dell'università della Terza Età, su uno dei pericoli frequenti negli anziani di oggi; “l'esibizionismo del positivo”. Il Vescovo di Milano ha fatto riferimanto a “quella voglia di apparire moderni, aggiornati, al passo con i tempi in una continua eccitazione per ogni ritrovato tecnologico avanzato, per ogni idea che sembra nuova e che diventa di moda, per ogni particolare esotico che viene lanciato sul mercato”. Il presule ha spiegato come si esprime questa tendenza: “L’esibizionismo che si manifesta nell’essere sempre d’accordo con lo stile dei nipoti, sempre accondiscendenti verso le pretese o le stranezze dei loro capricci; che impone di essere informati su tutto anche se solo per titoli e per flash catturati da letture affrettate, magari fornite in rete e abilmente selezionate dagli intenti dei padroni della rete”. Non si tratta di un problema di poco conto, specialmente quando si parla “secondo il linguaggio politicamente corretto che modifica le parole e mistifica le situazioni”. In questo senso, monsignor Delpini ha fatto l'esempio di chi ha paura di parlare bene della Chiesa per non incorrere nel giudizio negativo degli altri. C'è poi un altro male, quello che spinge a ricorrere spesso alla lamentela: “La desolazione della lamentela, quel modo di essere scontenti di tutto e di tutti che esprime e diffonde malumore, che pronuncia giudizi senza misericordia su come sia la gente di oggi e su come vada il mondo… La desolazione della lamentela non produce un pensiero, ma solo un disagio, scredita i tempi, i giovani, gli adulti, le istituzioni, con buone o cattive ragioni, ma non offre alcun contributo, non ha a cuore nessun passo avanti. Forse rivela l’inconfessata presunzione di superiorità che si sente nelle condizioni di giudicare, che fa coincidere l’esercizio dell’intelligenza con la pratica della critica”.

L'augurio

Il Vescovo ha poi fatto gli auguri agli studenti per il nuovo anno accademico, rivolgendo loro queste parole: “Conoscere Gesù e vedere in Lui la rivelazione del Padre, guardando a ciò che di bello e di buono è seminato sulla terra, perché la conoscenza più preziosa è quella di Dio. Inoltre, saper conoscere ogni cosa alla luce del Verbo. Non solo l’erudizione e l’informazione, la ricerca della lettura, l’ascolto di professori che offrono la loro competenza, ma coltivare, quindi, l’armonia del tutto nella luce che tutto avvolge. Infine, interpretare la storia con uno sguardo profetico che non rinuncia mai alla speranza, e farlo non solo con l’accumularsi dei dati e della documentazione, ma con una saggezza ispirata”.

 

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