Modena, restaurati organo e cantoria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:46

AModena un accurato lavoro di restauro ha riportato all’antico splendore due gioielli della Chiesa Abbaziale di San Pietro: l’organo monumentale e la cantoria affrescata. Per celebrare l’avvenuto restauro la parrocchia di San Pietro promuove “Il soffio celeste”, un ciclo di eventi che prenderà il via domani, martedì 4 giugno, con un concerto dell’organista Matthew Martin. Il restauro è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, dell’8 per mille Chiesa Cattolica, della parrocchia di San Pietro e di altri donatori anonimi.

Riutilizzo del materiale antico

Lo strumento, costruito nel 1524 dall’organaro bresciano Giovanni Battista Facchetti (suo è anche l’organo della chiesa di Sant’Agostino), fu completamente ricostruito dalla “Ditta Fratelli Ruffatti di Padova” nel 1963/64, su progetto di Luigi Ferdinando Tagliavini e Paolo Marenzi, col riutilizzo del materiale antico superstite. Nel recente restauro, effettuato dalla stessa Ditta costruttrice, si è intervenuti sullo strumento senza modificare la sua storia e la sua fisionomia. Già a seguito degli interventi eseguiti all’inizio del Settecento si erano formati diversi dissesti a causa dello smontaggio di parte dell’organo e più tardi dell'occlusione degli archi di sostegno della tribuna. Solo nel primo ‘900 si decise un primo serio intervento di consolidamento. A seguito del sisma del 2012, con l’aggravarsi del dissesto, è stata avviata un’attenta ricognizione dell’organo e della cantoria.

“Serve una manutenzione continua”

“Il nostro patrimonio è vastissimo – ha dichiarato a Tv2000 il segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo -. In Italia oltre 70 mila chiese sono di proprietà ecclesiastica. È difficile pensare di fare una manutenzione continua nonostante le comunità si sforzino di fare una manutenzione ordinaria ma anche straordinaria. Pensiamo al territorio degli Appennini dove ci sono dei piccoli centri a volte anche difficilmente raggiungibili. Sappiamo che ci sono oltre 700 cantieri aperti a motivo delle possibilità offerte dall’8 per mille di dare sostegno a queste realtà. La cosa migliore è fare una manutenzione continua”.

I fondi della Cei

Dieci giorni fa la 73° assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, che si è svolta in Vaticano, ha preso atto che, come comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la somma relativa all’otto per mille dell’Irpef assegnata alla Chiesa cattolica per il 2019 risulta pari ad euro 1.133.074.425,15 determinati da euro 1.072.457.725,79, a titolo di anticipo per l’anno in corso, e un conguaglio sulle somme riferite all’anno 2016 di euro 60.616.699,36”. I dati trasmessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’anno 2019 e relativi alle dichiarazioni dell’anno 2016 (redditi 2015) indicano che la percentuale delle scelte a favore della Chiesa cattolica è stata pari al 79,94% (-1.28% rispetto all’anno precedente). Considerate le proposte di ripartizione presentate dal Consiglio permanente, l’Assemblea generale ha approvato le seguenti assegnazioni: 436.473 euro alle esigenze di culto, di cui 156.000.000 alle diocesi (per culto e pastorale), 132.000 all’edilizia di culto (divisi tra esistente e nuova edilizia di culto 107.000 e tutela beni culturali ecclesiastici 25.000), 73.473 al Fondo per la catechesi e l’educazione cristiana, 13.500 ai Tribunali ecclesiastici regionali, 61.500 a esigenze di rilievo nazionale; 285.000 a interventi caritativi, di cui 150.000 alle diocesi (per la carità), 70.000 al Terzo Mondo, 65.000 a esigenze di rilievo nazionale; 384.000 al Sostentamento del clero; 27.601 all’accantonamento a futura destinazione per culto, pastorale e carità.

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