Giornata di riflessione su scienza, politica e fede

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Sono passati ben cento anni dalla conferenza di Monaco di Max Weber. Per l'occasione, la diocesi di Milano, nell’ambito dei “Dialoghi di vita buona”, in collaborazione con l’Università Statale di Milano organizzano una giornata “per riflettere sul senso della professione dello scienziato e sul suo rapporto con la politica, la costruzione della società e l’istanza della spiritualità”.

Il convegno

L’iniziativa, come riporta una nota della curia, dal titolo “Scienza e società. 100 anni dopo Weber” è in programma lunedì 27 novembre 2017 alle 10 nell’aula magna dell’Università Statale di Milano (via Festa del Perdono 7). Per mons. Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura della diocesi, la domanda sul cammino della scienza è una questione che riguarda tutti in modo diretto: “Max Weber si immaginava una scienza libera ed autonoma, alla quale consacrare energie, risorse e l’esistenza umana. Cento anni dopo è possibile costruire bilanci più realistici, riconoscere i confini della scienza e i suoi limiti, oltre che i traguardi raggiunti e le scoperte che stanno migliorando la vita. È possibile inoltre rileggere il rapporto tra scienza e religione e riscoprire che l’umanità ha bisogno di persone e di istituzioni che facciano della scienza e della ricerca scientifica la loro vocazione, nella certezza che la cura per la casa comune passa da questa assunzione di responsabilità”.

Il relatori

Protagonisti dell’incontro saranno Giuseppe Testa, biologo molecolare e bioeticista dell’Università Statale di Milano e Istituto europeo di oncologia; Mauro Magatti, sociologo ed economista dell’Università Cattolica; Massimo Cacciari, filosofo, Università Vita e salute San Raffaele di Milano; Alberto Strumia, teologo, filosofo della scienza alla Facoltà di Teologia dell’Emilia Romagna e Gianluca Vago, rettore dell’Università Statale di Milano.

La conferenza del 1917

Promossa nel novembre 1917 nell'ambito di un ciclo di conferenze sul “lavoro intellettuale come professione”, organizzate dall'Associazione dei liberi studenti, la conferenza “La scienza come professione” è per Max Weber l'occasione per rivendicare il rigore scientifico e la funzione specialistica dell'insegnamento accademico, contro quell'appello all'intuizione, che tanta presa aveva nella gioventù universitaria tedesca dell'epoca, e contro le pretese della “profezia professorale”. La giornata in Statale riunisce scienziati e intellettuali chiamati a ricontestualizzare il rapporto tra scienza, politica e società alla luce della tecnoscienza e dei profondi cambiamenti in atto.

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