Coronavirus, a Padova scuola di preghiera da casa su YouTube

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:47

Sul sito del seminario di Padova domani, riferisce Adnkronos, sarà messa a disposizione una traccia per la preghiera personale, che avrà un’intenzione particolare anche per il momento delicato che si sta vivendo, come sottolineano dal seminario Maggiore: “Il desiderio è che sia comunque una serata di preghiera dei giovani per la nostra Chiesa, le nostre comunità e per tutti coloro che sono coinvolti nel nostro territorio e in ogni parte del mondo in questo tempo delicato, in particolare ammalati e operatori sanitari, autorità civili e forze dell'ordine”. 

Canale diocesano

Considerata la situazione determinata dall’emergenza coronavirus e dalle disposizioni date e suggerite la Scuola di preghiera del Seminario Maggiore di Padova domani, si svolgerà in forma alternativa. Non sarà possibile, infatti, per le centinaia di giovani ritrovarsi come di consueto in Seminario, ma, grazie all’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Padova, sarà possibile comunque pregare insieme tramite la diretta che verrà effettuata sul canale youtube della diocesi di Padova, dalle ore 21 alle ore 22: sarà trasmessa la testimonianza di un seminarista e la riflessione del rettore don Giampaolo Dianin

San Francesco

Si è pregato per la fine dell'epidemia del coronavirus nella messa della domenica mattina nella Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi. Una chiesa gremita di fedeli. A celebrare il rito uno dei frati del Sacro Convento. Una messa dalla quale è stato eliminato, per precauzione, lo scambio del segno di pace tra i fedeli e quindi la consueta stretta di mano che solitamente segna questo momento. Una preghiera “per non lasciare soli i fratelli colpiti da questa epidemia” è stata condivisa da padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento. Ha rapidamente raggiunto oltre 4 mila persone, con più di mille e 100 commenti e poco meno di 2 mila condivisioni, sottolinea l'Ansa. “La preghiera ci aiuta e illumina il nostro cammino”, ha scritto padre Fortunato. “Tu hai creato l'universo con armonia e bellezza – recita l'invocazione -, ma noi con il nostro orgoglio abbiamo distrutto il corso della Natura e provocato una crisi ecologica; colpisce la nostra salute e il benessere della famiglia umana. Per questo ti chiediamo perdono. O Dio, guarda con misericordia alla nostra condizione oggi che siamo nel mezzo di una nuova epidemia virale. Fa che possiamo sperimentare ancora la tua paterna cura. Ristabilisci l'ordine e l'armonia della Natura e ricrea in noi una mente e un cuore nuovo affinché possiamo prenderci cura della nostra Terra come custodi fedeli. O Dio, affidiamo a te tutti gli ammalati e le loro famiglie”.

Precauzione

“In via precauzionale e preventiva, durante le celebrazioni non verrà dato lo scambio della pace, la comunione sarà data sulla mano e verrà tolta l’acqua benedetta“, si legge su un avviso che don Ignazio Serra, parroco di San Vero Milis, in provincia di Oristano, ha fatto affiggere alla porta della chiesa di Santa Sofia e dentro la parrocchia. Non stringersi le mani al momento dello scambio del segno di pace durante la Messa, è una delle indicazioni che la Diocesi di Casale Monferrato (Alessandria) ha fornito ai parroci per l'emergenza Coronavirus. Altre riguardano lo svuotamento delle acquasantiere e la distribuzione della comunione sulle mani e non sulla lingua dei fedeli. Anche la diocesi di Vercelli ha fornito indicazioni analoghe. Quella di Tortona (Alessandria), nell'attesa di indicazioni ufficiali da parte della Conferenza Episcopale Italiana, starebbe valutando di prendere soluzioni simili, considerando che alcune parrocchie sono in territorio lombardo, in provincia di Pavia

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