Andria, il rilancio dell'antica sede vescovile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:00

L'obiettivo adesso è il rilancio. Dare una nuova vita, una nuova prospettiva alla “Guardiola“, l'antica residenza estiva dei Vescovi di Andria, che si candida a diventare il luogo dell'aggregazione giovanile, della formazione e dell'accoglienza. E la Diocesi di Andria, in vista dell'obiettivo, ha fissato per il primo agosto un appuntamento molto importante. 

L'evento

Alle 21 del prossimo giovedì scatterà la cena solidale proprio alla “Guardiola”. Alla base della serata ci saranno i prodotti realizzati nei vari progetti di inclusione sociale presenti in Diocesi come il progetto “Senza Sbarre”, il “Forno di Comunità” e l'”Orto Sociale” della Coop. Sant'Agostino, la bottega “Filomondo”, e alcune aziende che adottano la bioagricoltura. Non mancherà la musica, grazie al gruppo “Stasera che sera”. Il ricavato della cena (25,00 €) sarà devoluto interamente al progetto “La Guardiola”. Il calendario degli appuntamenti è già ricco, visto che l'8 agosto sarà la volta della “Guardiola in festa” e il 30 agosto con il concerto del “Starligth Quartet”.

Il progetto della Diocesi di Andria 

La proposta è quella di ridare vita ad un luogo diocesano, affinché possa rigenerarsi come centro per la cura pastorale dei giovani, con diverse funzioni. In primis una funzione sociale e aggregativa, ovvero intendere “La Guardiola” come luogo di riferimento dei giovani per incontri, momenti formativi e spirituali, ma anche come spazio creativo per le varie espressioni giovanili quali la musica, il teatro, l'arte, lo spettacolo. Una seconda funzione vuole essere quella dell'accoglienza, nella prospettiva di offrire alloggi a quanti necessitano, utilizzando le camere poste al piano superiore, e allo stesso tempo prevedere l'ospitalità per un turismo solidale. Tale concezione della struttura fa scaturire un terzo obiettivo: creare opportunità di lavoro per alcuni giovani in un'ottica di sostenibilità nel tempo dell'opera. E da ultimo, non meno importante, la possibilità di recuperare una struttura storica quale segno della cura dell'ambiente che non cede all'abbandonato e al degrado.

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