A scuola di politica nella diocesi del Papa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:00

Per Paolo VI la politica deve essere la più alta forma di carità. Si svolgeranno da giovedì a sabato, riferisce Adnkronos, i corsi della prima “Summer School diocesana di formazione socio-politica” organizzata nella villa Campitelli di Frascati dal Vicariato di Roma. Venerdì mattina la “lectio magistralis” è affidata al cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin mentre sono previsti fra gli altri gli interventi del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti, del presidente della regione Lazio e segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti e dell'ex presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. “Da Moro a Moro… and more” è il titolo dell'evento, con i riferimenti a san Tommaso Moro e allo storico leader della Democrazia cristiana Aldo Moro, per tre giornate di incontri frontali, dibattiti, workshop, tavoli di approfondimento, aperitivi e momenti di preghiera. Si parlerà di politica, economia, istituzioni, democrazia, cultura, immigrazione, famiglia, istruzione, giustizia, ambiente, evidenzia Adnkronos. “Saranno coinvolte – informa il Vicariato – tutte le esperienze di formazione sociopolitica laiche ed ecclesiali presenti a Roma: in tutto, un centinaio di ragazzi dai 19 ai 30 anni”. A loro, presentando l’iniziativa, si rivolge il cardinale Angelo De Donatis vicario di Papa Francesco per la diocesi di Roma: “Giovani, con la freschezza della vostra età siate il cuore della Chiesa in uscita, soggetti di evangelizzazione e canali privilegiati di autentica testimonianza. Partecipare vuol dire prendere parte alle responsabilità. Nella società siamo tutti corresponsabili e siamo chiamati a vivere con impegno la condivisione per sentirci comunità, creando accoglienza reciproca, riconoscimento, stima anche delle diversità. Invito a non tirarvi indietro”.

Pluralismo e convinzioni etiche

La rivista dei Gesuiti, Aggiornamenti Sociali ha approfondito il tema dell’impegno politico secondo gli insegnamenti del Concilio Vaticano II. “Si parla molto di crisi della politica o, più specificamente, di crisi della democrazia, almeno in Europa, dove aumentano l’astensionismo elettorale e il voto di protesta e sono ricorrenti le critiche alla classe politica, non si può non sottolineare la tonalità nettamente positiva dei testi della Chiesa su questo tema – analizza Christian Mellon -. Alla politica viene riconosciuta una serie di nobili missioni: perseguire il bene comune, orientare le energie, fare rispettare la dignità dell’uomo, controllare l’economia, assicurare in modo pacifico l’avvicendamento dei governanti, proteggere le libertà, ridurre le ingiustizie, ecc. In tutto questo essa costituisce un servizio reso alla società, una “via istituzionale della carità”, secondo la formula di Benedetto XVI”.  Se ne può ricavare “una serie di elementi che rappresentano i capisaldi di una sorta di dottrina sulla politica: la promozione del bene comune come principio, la democrazia pluralista come mezzo, il dovere etico dell’impegno politico come attuazione concreta”. E ciò “per meglio entrare nel dibattito con la filosofia politica contemporanea, o per tener conto delle domande che i cristiani si pongono di fronte alle scelte politiche che devono compiere”. Se ne possono richiamare tre: “la questione della coercizione, specialmente nella sua componente di violenza (mantenimento dell’ordine pubblico e sistema penale), quella dei limiti del pluralismo e quella dell’atteggiamento da assumere in caso di conflitto tra convinzioni etiche e necessità del compromesso politico. In questi campi, come altrove, la dottrina sociale della Chiesa è in costruzione”, sottolinea Aggiornamenti Sociali.

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