Violenza di gruppo. L’orrore di Pisticci e la piaga sociale degli stupri

Stupro di gruppo a Pisticci, una delle vittime riconosce su Facebook l’ottavo componente del branco. Il gip ha respinto la richiesta di scarcerazione dei 4 ragazzi arrestati per la violenza sulle due turiste minorenni inglesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Violenza sulle donne

Restano in carcere i quattro arrestati per lo stupro di gruppo di cui sono state vittime due 15enni inglesi durante una festa in una villa di Marconia, frazione di Pisticci. A circa 60 chilometri da Matera. In Italia, secondo l’Istat, 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica. Il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale. Il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).

Violenza sessuale

A Pisticci, in Basilicata, i quattro giovani sono accusati di aver commesso violenza sessuale e lesioni personali aggravate e continuate nei confronti delle due minorenni inglesi. Negli interrogatori di garanzia i quattro ragazzi si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Il giudice per le indagini preliminari (gip) Angelo Onorati ha respinto la richiesta di attenuazione della misura, con gli arresti domiciliari, presentata dalla difesa. Tre degli arrestati sono assistiti dal legale Roberto Cataldo, che interpellato da Adnkronos, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Proseguono le indagini della polizia per identificare l’ottava persona che avrebbe partecipato alla violenza sessuale di gruppo. Formalmente non è stato ancora riconosciuto. Sono in corso accertamenti su una persona individuata dalle vittime su Facebook.

Social

Anche in questo caso si stanno rivelando utili i “social“. Due degli arrestati, infatti, erano stati identificati e riconosciuti su Instagram. Sotto il profilo giudiziario, sarà importante l’incidente probatorio di sabato mattina in cui l’accusa vuole cristallizzare le accuse con il racconto delle vittime a cui finora sono stati trovati riscontri. Per questa ragione, riferisce Adnkronos, le due ragazze non sono ancora rientrate in Inghilterra e sono in Basilicata, ma non più a Marconia, insieme ai rispettivi genitori.

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