Nicaragua, il dolore per l’attacco sacrilego alla cattedrale di Managua

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Per monsignor non Carlos Aviles, come ha dichiarato in un’intervista con DW, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Managua si tratta di “un atto terroristico che mostra come è la situazione nel Paese. Non vi è alcuna indicazione che si sia trattato di un incidente. E’ un atto con intento malizioso in cui hanno usato un dispositivo incendiario”.

L’attacco alla Cattedrale

Un attacco alla religione cattolica, una ferita aperta per i fedeli. Lo scorso 31 luglio una forte esplosione ha squarciato il silenzio intorno alla Cattedrale di Managua. Alcuni testimoni, come riporta il sito dw.com, hanno riferito di aver visto un uomo incappucciato entrare nella cattedrale e lanciare una sorta di molotov.

L’incendio divampato in seguito all’esplosione ha distrutto il venerato Gesù crocifisso, una scultura lignea scolpita e conosciuta da tutti come il Sangue di Cristo. L’opera, completamente bruciata era a Managua dal 1638.

Il comunicato dell’arcidiocesi

Ripudiamo l’atto terroristico perpetrato nella cappella dedicata all’immagine consacrata e storica del del Sangue di Cristo, che è stato interamente bruciato da un artefatto (…) di una forza distruttiva e potente premeditata e progettata da una persona esperta nel manipolare questo tipo di oggetto sinistro ”, ha affermato l’arcidiocesi della capitale in una nota.

Senza indicare presunti colpevoli, il testo ha sottolineato che il fatto si aggiunge “a una serie di atti sacrileghi, violazioni della proprietà della Chiesa, assedio dei templi, (…) una catena di eventi che riflettono l’odio della Chiesa”.

Una giornata di preghiera e riparazione dopo l’attentato sacrilego

Domenica 2 agosto, l’arcivescovo di Managua, il cardinale Leopoldo José Brene ha convocato i sacerdoti e i fedeli per una giornata di preghiera, silenzio, pianto e supplica. Come riporta il l’agensir.it, l’obiettivo era di pregare come atto di riparazione in seguito al sacrilegio e alla profanazione del Corpo di Gesù nella sua reale presenza nel Santissimo Sacramento e alla distruzione della statua del Sangue di Cristo.

Il porporato ha chiesto ai fedeli di contemplare la croce rimasta in piedi, di aggrapparsi a essa e gridare, come Gesù: “Perdonali, perché non sanno cosa stanno facendo”, ”Signore, abbi pietà del tuo popolo”.

“Questa azione demoniaca non ha solo ferito Gesù nel Santissimo Sacramento, l’immagine consacrata e venerata del Sangue di Cristo, la sua cappella, il luogo di culto, la nostra chiesa della cattedrale, il tempio madre della nostra arcidiocesi – ha detto il porporato – ma anche tutti noi sacerdoti, religiosi, religiosi, fedeli cattolici, devoti di questa immagine consacrata, uomini e donne intimi di buona volontà”.

 

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