Massacri atroci in Colombia, anatema contro il “meccanismo di morte”

Un'infinita scia di sangue rende la Colombia uno dei luoghi più violenti del pianeta. Il grido d'allarme dell'episcopato nazionale: "Aggressioni ogni volta più atroci"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05

In Colombia l’episcopato invoca iniziative di solidarietà e sostegno alle comunità che soffrono a causa delle conseguenze della violenza. E invita le comunità cattoliche a “perseverare nella preghiera per la pace”. E a “continuare a promuovere iniziative che portino alla riconciliazione e alla difesa della vita. Come diritto primario e fondamentale di tutte le persone”.  

Escalation di violenza in Colombia

Nuovi massacri di sei giovani nella zona rurale del comune di Buenos Aires (Cauca) e di altre quattro persone nei comuni di Mosquera e di El Charco (Nariño). Agguati che hanno provocato anche feriti e distruzioni, riferisce Fides.  I vescovi cattolici, “con profondo dolore per la morte di questi fratelli, pregano per il loro eterno riposo. Ed esprimono solidarietà ai loro cari. Alle comunità municipali a cui appartenevano. All’arcidiocesi di Popayán. E alla diocesi di Tumaco. Chiedendo al Signore la pronta guarigione dei feriti”.

Aggressioni contro la vita

I presuli si dicono straziati per la lunga lista di assassini e attentati, in diversi contesti e luoghi del paese, che si sono verificati negli ultimi mesi. “Le aggressioni contro la vita e la dignità umana sono ogni volta più atroci. E hanno conseguenze umanitarie sempre più gravi per tutta la nazione”, affermano. Di fronte a questa grave situazione, nel giorno in cui ci celebra la Giornata internazionale della Pace indetta dall’Onu, i vescovi colombiani ribadiscono che “la vita umana è sacra e attentare ad essa è un crimine gravissimo”. Quindi “non si può arrivare alla pace se non si difende la vita”. A tutti coloro che continuano a promuovere violenza, chiedono di “mettere definitivamente fine a questo meccanismo di morte”. Invitano il popolo colombiano ad assumere “un impegno chiaro e coraggioso per la difesa della vita”

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