Linee guida per esorcisti:né improvvisazioni né inganni

E' per evitare raggiri, improvvisazioni ed esorcismi "fai da te" che è stato redatto il manuale con le linee guida, il vademecum dell'Aie (associazione internazionale degli esorcisti) per riconoscere il demonio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:53
Da secoli il principale inganno del demonio è far credere di non esistere. Un’abilità talmente diabolica da indurre molti in errore anche all’interno della Chiesa cattolica. In tanti relativizzano la sua figura e ne fanno un’entità simbolica o una metafora del male invece che una presenza reale. Non mancano poi gli impostori che si presentano come esorcisti senza esserlo, solo per ingannare e truffare vittime ignare che il mandato evangelico di scacciare i demoni può essere conferito esclusivamente dal vescovo.  E’ per evitare raggiri, improvvisazioni ed esorcismi “fai da te” che è stato redatto il manuale con le linee guida, il vademecum dell’Aie (associazione internazionale degli esorcisti) per riconoscere il demonio. “Hanno un ruolo delicato- spiega il cardinale vicario Angelo De Donatis-. Gli esorcisti non sono distributori di benedizioni”.

 Mysterium iniquitatis

Sul mistero del male sono state scritte intere biblioteche teologiche. Il cardinale Giacomo Biffi, indimenticato arcivescovo di Bologna, descrisse la “ribellione a Dio che accompagna dall’inizio il cammino dell’umanità: non c’è epoca storicamente conoscibile nella quale l’uomo non appaia segnato dal male“. Nell’odierna società occidentale, secolarizzata e atea, si moltiplicano e diversificano le manifestazioni del “mysterium iniquitatis”.
Il diavolo “esiste davvero”, assicura papa Francesco che,
più volte, nella messa mattutina di Santa Marta, ha ripetuto
che il male è reale, tangibile. “A questa generazione hanno
fatto credere che il diavolo fosse un mito, una figura, un’idea,
l’idea del male”, ha detto il Pontefice. E invece “il diavolo esiste e noi dobbiamo lottare contro di lui“. Una presenza reale che lavora dietro le quinte, insomma. Jorge Mario Bergoglio lo ha descritto con termini precisi: “È il bugiardo, il padre dei bugiardi, il padre della menzogna, è un seminatore di zizzania, fa litigare, induce nell’errore grave”.

Inganni diabolici

Sostiene il Pontefice : “Il diavolo non ci butta addosso fiori ma frecce infuocate, per ucciderci”. Per questo Francesco esorta a “prendere l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito che è la Parola di Dio”. Belzebù, Asmodeo, Behemoth, Lucifero, Mefistofele, Satana:
il principe del male ha molti nomi ed è descritto con
fattezze differenti. A metà Ottocento, il poeta francese Charles Baudelaire sosteneva che “la più grande astuzia del diavolo è farci credere che non esiste”. Nel 1953, lo scrittore cattolico Giovanni Papini argomentò che “l’ultima astuzia del diavolo fu quella di
spargere la voce della sua morte“. Una convinzione condivisa
dal collega agnostico André Gide: “Non credo nel diavolo. Ma
è proprio quello che il diavolo spera, che non si creda in lui”.

Istruzioni per esorcisti

Una panoramica generale sul tema dell’esorcismo e dell’azione diabolica nella nostra storia. Come si fa a riconoscere una possessione, una ossessione o una vessazione diabolica, i segni evidenti e i segni probabili, come procedere in caso di simulazione, le preghiere di liberazione e quelle di guarigione, cosa sono il maleficio e la superstizione. Queste alcune delle indicazioni contenute nel volume “Linee guida per il ministero dell’esorcismo alla luce del rituale vigente”, a cura dell’Aie (edizioni Messaggero di Padova). Il manuale aiuta “i sacerdoti esorcisti, membri dell’Aie, a evitare, nell’esercizio del loro munus, prassi o metodi non corrispondenti alle norme con le quali la Chiesa regola il ministero dell’esorcistato”, precisa il cardinale De Donatis, secondo cui “il contesto di secolarizzazione e di neo paganesimo, l’annacquamento o la perdita della fede, il relativismo e la generale confusione lo deve spingere a curare maggiormente la vita spirituale dei suoi pazienti per farsi veramente prossimo di chi assiste”. L’esorcista, infatti, “non può procedere a proprio arbitrio, dal momento che opera nel quadro di una missione ufficiale che lo rende in qualche modo rappresentante di Cristo e della Chiesa”

Azione liturgica

“Nello svolgimento del suo ministero l’esorcista deve conoscere, intendere e attenersi alle norme stabilite dall’autorità ecclesiastica, che comprendono certamente ciò che riguarda la corretta celebrazione del sacramentale dell’esorcismo. Ma insieme regolano assai più che la sola azione liturgica”. Il cardinale De Donatis rileva che in alcuni ambienti culturali, continua “un perentorio descrivere l’esorcismo cattolico come fosse una realtà scabrosa, violenta, oscura quasi quanto la pratica della magia, alla quale lo si vuole contrapporre, ma, in ultima istanza, finendo per metterlo sullo stesso piano delle pratiche occulte”.  In realtà, “noi esorcisti cattolici sappiamo bene che le cose stanno assai diversamente: l’esorcismo non è frutto di un sapere esoterico“.  Al contrario, “corrisponde pienamente al ‘dettato’ dell’autentica tradizione“. E “quando viene messo in atto in situazioni di reale possessione diabolica e secondo le norme stabilite dalla Chiesa (ispirate alla fede genuina e alla necessaria prudenza) manifesta il suo carattere salvifico, positivo, connotato da una viva esperienza di purezza, di luce e di pace“.

L’esigenza di distinguere

Quali sono le preghiere di liberazione, la differenza tra possessione e vessazione, come si distinguono gli eventi naturali da quelli preternaturali: sono alcune delle questioni affrontate nel vademecum. L’obiettivo è quello di evitare il “fai da te” seguendo “prassi o metodi non corrispondenti alle norme con le quali la Chiesa regola il ministero dell’esorcistato. “L’esorcista non può procedere a proprio arbitrio, dal momento che opera nel quadro di una missione ufficiale che lo rende in qualche modo rappresentante di Cristo e della Chiesa”, osserva il presidente dell’Aie, padre Francesco Bamonte. Ogni anno sono circa 500 mila le persone che chiedono di un esorcista. Le linee guida nascono dall’ascolto, dall’esperienza e dal lavoro di molti membri dell’Associazione Internazionale Esorcisti. In Italia gli esorcisti sono 240 e sono circa 500 mila le persone che ogni anno chiedono aiuto all’esorcista.

Apporto

Le linee guida, pur non sostituendo strumenti ufficiali approvati dalla Chiesa, sono rese autorevoli dall’apporto della Congregazione per il Clero che le ha esaminate e corrette, avvalendosi del contributo della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e della Congregazione per la Dottrina della Fede. Si tratta di uno strumento che si pone accanto a quanto la tradizione ha insegnato per migliorare il “servizio alla realtà malata e disturbata dal maligno” che gli esorcisti incontrano quotidianamente. Il testo è destinato a tutti coloro che esercitano il ministero dell’esorcistato per evitare improvvisazioni.

Aie

L’Associazione Internazionale Esorcisti è riconosciuta giuridicamente dal 13 giugno 2014 con decreto della Congregazione per il Clero. La sua storia inizia quasi 30 anni fa, grazie alla volontà di un piccolo gruppo di esorcisti italiani e stranieri che ha dato il via a una collaborazione attraverso l’organizzazione di convegni. Oggi i soci, in continuo aumento, sono più di 800 sparsi in tutto il mondo.

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