La mostruosa setta blasfema e assassina dei figli zombie

Una vicenda terrificante e il commento di don Aldo Buonaiuto, esorcista e animatore del Telefono Anti Sette della Comunità Papa Giovanni XXIII

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:53

Di storie come questa don Aldo Buonaiuto, esorcista e animatore del Telefono Anti Sette della Comunità Papa Giovanni XXIII, ne ha raccontate numerose nel suo libro “Gli artigiani del diavolo” (Rubbettino). Una misteriosa scomparsa, due minori uccisi, figli zombie e una setta imperniata sul Giorno del Giudizio. Negli Stati Uniti, riferisce La Stampa, l’opinione pubblica è incollata ai televisori per seguire un fatto di cronaca dai risvolti inquietanti. Il 9 giugno scorso, dopo mesi di ricerche, la polizia ha trovato i resti della 17enne Tylee Ryan e del fratello Joshua “JJ” Vallow. I corpi si trovavano in un terreno di Chad Daybell, nuovo marito della madre dei due minorenni, Lori Vallow Daybell. I due coniugi si trovano dietro le sbarre, anche se formalmente non sono accusati dell’omicidio. Quello che sta emergendo, tuttavia, sembra qualcosa che va oltre l’omicidio dei due ragazzi.

Coinvolgimento spietato

I minori ancora una volta sono vittime delle sette occulte. “Tra le realtà più sconvolgenti e meno conosciute della galassia
settaria c’è quella relativa allo spietato coinvolgimento dei
minori– osserva don Aldo Buonaiuto-. Così come accade per la manipolazione degli adepti, anche per quanto concerne l’educazione dei bambini le sette traggono esempio dalle religioni tradizionali per indottrinare l’infanzia in una strumentale e blasfema parodia del catechismo cristiano. In questa loro opera di instradamento dei minori, le organizzazioni settarie traggono beneficio da un dato di fatto antropologico, da un’attitudine rintracciabile nell’indole dell’uomo di ogni tempo”. Tutto ha inizio l’estate scorsa, riporta La Stampa, quando Alex Cox, fratello di Lori Vallow Daybell, uccide l’ex marito di quest’ultima sparandogli alla periferia di Phoenix. Charles Vallow vuole divorziare dalla moglie. Dice che quest’ultima crede di essersi incarnata in una figura divina che ha il compito di dare inizio a una nuova era biblica. Viene ucciso dal fratello di quest’ultima. Cox dice di averlo fatto per legittima difesa. Poco dopo Lori Vallow prende i figli Tylee e JJ e si trasferisce a Rexburg, piccola cittadina nell’Idaho rurale, dove vive Chad Daybell. Daybell è un personaggio border line. Ha una piccola casa editrice con la quale pubblica proprie opere di narrativa con scenari apocalittici ispirati alla teologia di una setta. Ha anche registrato un podcast sulla preparazione al Giorno del Giudizio e gli amici raccontano che sostiene di essere in grado di ricevere visioni da “oltre il velo“. Le sue teorie sono piuttosto bizzarre. Per esempio, evidenzia La Stampa, Chad sostiene che il mondo sia popolato da zombie. Alcuni spiriti malvagi sarebbero in grado di occupare il corpo di una persona spedendo lo spirito originale in una sorta di limbo. L’unico modo per liberare lo spirito originale da questa prigione sarebbe quello di uccidere il corpo fisico dell’occupante.

Gruppi magico-esoterici

“Ci sono casi di gruppi magico-esoterici in cui agli adepti è consentita la riproduzione al solo fine di poter utilizzare feti abortiti per specifici rituali”, analizza don Buonaiuto. I minori sono  vittime perché sono indotti a percepire il mondo solo in base alla ristretta prospettiva di un gruppo dogmatico e isolato. “Per loro si tratta essenzialmente di affiliazione subita“, precisa il sacerdote di frontiera che con don Oreste Benzi ha creato la rete di aiuto e accoglienza per le vittime delle sette alla Comunità Papa Giovanni XXII. I bambini che crescono nelle sette affrontano difficoltà non solo durante la loro infanzia, ma anche dopo aver lasciato il gruppo, come ha dimostrato la psicologa Jill Mytton al termine di lunghi studi condotti su 262 adulti (95 donne e 167 uomini) che avevano
vissuto in gruppi settari fin da bambini. Il 70% ha perso la
propria famiglia quando è uscito, il 27% ha riferito un abuso
sessuale infantile e il 68% ha vissuto come un trauma l’esperienza
dell’uscita dalla setta.

 

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