Cina, intimidazioni e saccheggi nelle chiese domestiche: le motivazioni

Croci distrutte, porte sigillate: le difficoltà (o l'impossibilità) di poter professare il proprio credo in Cina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:51
Foto © Bitter Winter

La libertà religiosa in Cina sembra non essere un diritto per tutti. Infatti, sono molte le testimonianze di alcuni credenti che hanno subito intimidazioni, minacce e persecuzioni dopo aver rifiutato di aderire alla Chiesa delle Tre Autonomie.

I fatti

Come riporta il sito it.bitterwinter.org, lo scorso 9 giugno, alcuni funzionari dell’amministrazione della contea di Ninghai, nella provincia orientale dello Zhejiang, insieme al persone dell’Ufficio per gli affari religiosi e una decina di muratori, hanno fatto irruzione in una chiesa della Old Local Church.

Il motivo? Indurre i fedeli ad aderire alla Chiesa ufficiale. Bitter Winter ha riportato la testimonianza di un fedele della comunità, il quale ha raccontato che il pastore è stato minacciato perché rifiutava di essere controllato dallo Stato.

Non essendo riusciti a piegare il pastore, i funzionari hanno ordinato la demolizione della croce della chiesa, la rimozione del podio, di tutti i simboli religiosi e dei manifesti. Le sedie e i banchi sono stati portati via, mentre le porte sono state sigillate con nastri isolanti.

Le pressioni sui fedeli

Queste pressioni e intimidazioni sui fedeli e sui pastori delle chiese sembrerebbero essere molto frequenti. I funzionari, infatti, starebbero facendo terra bruciata intorno a questi luoghi di culto per costringerli ad aderire alla Chiesa delle Tre Autonomie. Le autorità avrebbero chiesto che nei luoghi di culto venga issata la bandiera nazionale, esposti i ritratti dei presidenti Xi Jinping, installate telecamere di sorveglianza, consentire al clero approvato dallo Stato di tenere dei sermoni, consentire al governo di controllare l’economia della chiesa e vietare l’ingresso ai minori di 18 anni.

La Old Local Church nel mese di giugno ha dovuto subire diverse “incursioni” da parte delle autorità cinesi, come riporta Bitter Winter, e ha dovuto assistere alla “distruzione” delle sue chiese. Un colpo al cuore delle chiese domestiche, sempre più nel mirino di quanti sembrano voler negare la possibilità di professare liberamente il proprio credo religioso.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.