Continui atti vandalici al Santuario Madonna dello Splendore a Giulianova

Il priore chiede la videosorveglianza della struttura

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:56

Visti i continui atti vandalici perpetrati presso il Santuario della Madonna dello Splendore, il priore, padre Simone Calvarese, è stato costretto a richiedere al sindaco di Giulianova di munire la struttura di una telecamera.

Una lunga e preoccupante lista di atti vandalici

Nel 2017 è stato registrato l’episodio più grave. La statua della Madonnina collocata a ridosso del nuovo parcheggio, situata in una nicchia ricavata all’interno di un grosso ulivo, venne vandalizzata. Il simulacro della Madonna era stato decapito e si rinvennero  pochi i cocci sparsi  della testa e delle mani. Era stata avanzata l’ipotesi che la statua, mai ritrovata, fosse stata utilizzata per organizzare riti satanici. Altro episodio è stato il taglio del tubo che porta l’acqua al prato antistante l’ulivo nel quale era ospitata la statua.  Inoltre, a seguire la vicenda delle stelle sataniche dipinte sulla porta principale del Santuario che il priore fece cancellare prima che arrivassero i fedeli per assistere alla celebrazione della messa mattutina. Nel corso di alcune notti si sono verificati altri episodi. I vandali si sono introdotti in chiesa e hanno raggiunto la dispensa dove erano conservati i cibi della mensa. Non riuscendo a forzare la serratura, hanno conficcato un coltello sulla porta, riuscendo ad andar via indisturbati.  

Cosa c’è dietro questi atti?

Questi atti sempre più ricorrenti è probabile che nascondano un malessere sempre più diffuso nei confronti del cristianesimo. Si suppone che si tratti di azioni commesse da bande di criminali, composte da ragazzini e adolescenti, intenzionati a lanciare segnali contro i simboli del cattolicesimo in un momento di grande confusione, di crisi di valori. Ma si tratta di atti non solo di teppismo, ma determinati dall’aumento sempre più significativo del satanismo, soprattutto a livello giovanile, come si registra da qualche tempo.

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