Un milione di studenti torna a scuola: riaprono 4 Regioni

Oltre 600 mila fra medie e superiori in Lombardia. Altri 360 mila fra i licei di Liguria, Marche e Umbria e le medie della Campania

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:31
scuola

Tornano in classe oggi quasi un milione di studenti: 600 mila fra medie e superiori solo in Lombardia. Altri 360 mila fra i licei di Liguria, Marche e Umbria e le medie della Campania. Con i rientri di questa settimana salgono a 14 le regioni che hanno ripreso – pur con difficoltà e in molti istituti a singhiozzo – le lezioni in aula.

Sit-in di genitori e studenti a Milano

Non si fermano però le proteste: oggi in 24 città Cobas e sindacati in piazza per chiedere più sicurezza e stop alle “classi pollaio”. “La scuola non ha colore”: questo il messaggio lanciato oggi dai genitori del comitato A Scuola!, che hanno organizzato tre presidi mattutini presso le scuole medie Ciresola di Viale Brianza e Vivaio a Milano e Paolo Sarpi a Settimo Milanese.

Tra gli slogan: “apertura duratura” e “Siamo rossi ma solo di rabbia”. In mezzo a striscioni e cori, sfilano i ragazzi delle seconde e delle terze medie di via Vivaio, felici di tornare a scuola dopo l’uscita della Lombardia dalla zona rossa.

Presidi Anp ai ragazzi: “Basta occupazioni, parliamo pacificamente”

Appello dei presidi ai ragazzi per fermare le occupazioni. “Ai ragazzi che vogliono occupare propongo di parlarne pacificamente perché vogliamo tutti la stessa cosa: tornare a scuola in sicurezza e rimanerci”: così il presidente dell’Associazione nazionale presidi (ANP), Antonello Giannelli, interviene sulle occupazioni esprimendo la propria preoccupazione: “Spero che quello che sta succedendo in alcuni licei non sia replicato altrove e che venga ripristinata quanto prima la legalità. Gli studenti dei quali abbiamo apprezzato il desiderio di tornare a scuola in presenza, cosa per la quale le scuole hanno duramente lavorato in questi mesi, devono continuare a essere responsabili”.

“Il rientro a scuola non può diventare motivo di scontri e assembramenti pericolosi. Esistono molti modi per manifestare preoccupazione o per contribuire al dibattito e sicuramente le occupazioni non sono tra questi”, prosegue il presidente dei presidi, che conclude: “Ci sono ancora problemi da risolvere come quello del trasporto pubblico locale ma il perdurare della pandemia non ci permette passi falsi o leggerezze che potremmo pagare duramente. Ai ragazzi dico: parliamone pacificamente, senza occupazioni o forzature. Vogliamo tutti la stessa cosa e cioè tornare a scuola in sicurezza e rimanerci”.

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