Rimini celebra il 500° anniversario della morte di Raffaello

Dal 17 ottobre al 10 gennaio 2021 una mostra ospiterà la Madonna Diotallevi e dal 14 al 21 ottobre partirà la 22esima edizione del Festival del mondo antico.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:58
Madonna Diotallevi di Raffaello- Fonte: ANSA

Rimini dal 17 ottobre sarà fra le città protagoniste delle celebrazioni nel cinquecentesimo avversario della morte di Raffaello con la mostra incentrata sulla Madonna Diotallevi, che torna per la mostra nella sua “Rimini”, così detta dal nome del suo ultimo proprietario privato, il marchese Audiface Diotallevi, poi acquistata da Gustav F. Waagen nel 1842. Oggi è custodita nei Musei Statali di Berlino.

La metamorfosi

Nel periodo in cui Raffaello dipinse la Madonna Diotallevi, intorno al 1503, era ancora “un soave quattrocentista umbro impregnato di naturalezza provinciale” come lo descriveva Henri Focillon.

La metamorfosi di Raffaello, creatore di opere considerate icone sacre, avvenne con il trasferimento, alla fine del 1504, a Firenze, dove Michelangelo e Leonardo si sfidavano a Palazzo Vecchio.  C’è, dunque, un Raffello “provinciale” prima di Firenze e uno internazionale che sboccia poi a Roma.

La mostra

Viene ospitata nel Museo della Città intitolato allo storico e biografo riminese Luigi Tonini, un ex convento dei Gesuiti. È un viaggio nel tempo: da un lato la sezione dedicata all’Arimininum antica e romana e dall’altra la sezione medievale e moderna. È un museo che intende valorizzare il territorio e le pagine di storia meno conosciute della città. Sono più di 1500 le opere esposte per raccontare un lungo incontro tra terra e mare.

La Madonna Diotallevi, splendida tavola del giovane Raffaello, permette non solo di ammirare un frutto ancora acerbo ma già carico di promesse della sua arte, ma anche di raccontare la Rimini dell’Ottocento, i suoi più eminenti personaggi, le collezioni che svelano una ricchezza artistica finora insospettata.

Oltre a quest’opera, meritano un’attenzione particolare i capolavori della scuola riminese del ‘300, il  raffinato Crocifisso di Giovanni da Rimini e il prezioso polittico di Giuliano da Rimini, il vasellame e i boccali decorati con stemmi malatestiani e le preziose tavole dell’età d’oro della signoria dei Malatesta.

Il Festival del mondo antico

Sono previsti  per l’occasione: conferenze, incontri con gli autori, laboratori e spettacoli. Tanti sono  gli studiosi coinvolti nelle diverse giornate, la serata conclusiva è affidata al filosofo Massimo Recalcati.

Ogni anno, la kermesse si rinnova  esplorando argomenti diversi nel loro evolversi nel tempo e in un’ottica interculturale, usando linguaggi adatti anche ai più giovani. Le passioni, in particolare per l’arte, dettano il tema di quest’anno: Magnifiche ossessioni.

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