VENERDÌ 22 MARZO 2019, 05:00, IN TERRIS

Restituite all'Etiopia le ciocche di capelli dell'imperatore

Erano esposte nel British National Army Museum dal 1868

REDAZIONE
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Cerimonia di riconsegna della ciocca di capelli di Tewodros II
Cerimonia di riconsegna della ciocca di capelli di Tewodros II
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na cerimonia ha accompagnato al British National Army Museum la restituzione al governo dell'Etiopia delle ciocche di capelli dell'imperatore Tewodros II. Erano state catturate oltre 150 anni fa durante l'invasione dello Stato africano da parte delle truppe di Sua Maestà. La cerimonia si è svolta a Londra, nella sede del museo, presente un gruppo di etiopi che ha cantato e ballato mentre la ciocca veniva consegnata al ministro della Cultura e del Turismo Hirut Weldemariam.


La storia della ciocca

I capelli erano stati tagliati dal capo dell'imperatore dopo la battaglia di Maqdala nel 1868, quando questi, sconfitto dalle truppe inviate da Londra, si suicidò con una pistola che gli era stata data dalla regina Vittoria. Il raccapricciante souvenir - riporta l'Agi - fu prelevato dal tenente Frank James, subito dopo la sconfitta dell'imperatore da parte degli inglesi che dipinse Tewodros sul letto di morte. Domani, sabato 23 marzo, la scatola con la ciocca verrà portata ad Addis Abeba e da lì, qualche settimana dopo, al monastero Mahabere Selassie a Qwara, nel nord dell'Etiopia, dove i capelli saranno sepolti insieme al corpo dell'imperatore. 


L'obelisco di Axum

La vicenda, mutatis mutandis, ricorda quella dell'obelisco di Axum, che nel 2005 fu rispedito in Etiopia da Roma, dove era esposto tra le Terme di Caracalla e l'edificio della Fao da quando, nel 1937, fu portato in Italia come bottino di guerra. Anche in quel caso, la restituzione fu accompagnata da una cerimonia cui parteciparono personalità etiopi. La stele - 23,4 metri di altezza, 152 tonnellate di peso, strappata alla montagna, scolpita due o trecento anni dopo Cristo - fu motivo di roventi polemiche in Italia: l'opinione pubblica e il mondo politico si divisero tra chi era favorevole alla restituzione all'Etiopia e chi, invece, riteneva che dovesse restare in Italia. L'obelisco fu poi eretto nuovamente in Etiopia nel 2008, tre anni dopo la restituzione.

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