La Breccia di Porta Pia: 150 anni fa Roma divenne italiana

Il 20 settembre 1870 i fanti e i bersaglieri del generale Cadorna sferrarono l'ultima offensiva allo Stato pontificio. Un anno dopo, Roma sarebbe diventata capitale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:13

Difficile immaginare, nella Roma di oggi, che poco fuori Porta Pia potessero accamparsi non uno, ma ben due battaglioni di fanteria. Quelli che il 20 settembre 1870, di buon’ora, sfondarono la coraggiosa ma sterile resistenza delle Guardie pontificie, facendo irruzione fra gli ultimi bastioni dello Stato della Chiesa. In realtà lo sfondamento vero e proprio arrivò solo dopo qualche ora di bordate, intervallate da qualche scambio di artiglieria. Finché non fu sufficiente a fanti e bersaglieri per varcare i ruderi delle mura. Una breccia di una trentina di metri, appena a sinistra di Porta Pia, attraversata senza assalto: la bandiera bianca era già stata esposta, la resa del generale Kanzler arriverà poco dopo le scariche di fucileria che spensero definitivamente la resistenza delle forze pontificie.

Dopo la Repubblica

La Presa di Roma si compì entro la prima metà di quella giornata. Capitalizzando gli sforzi unitari avviati già nella prima metà dell’Ottocento, quando i rivoltosi di stampo mazziniano riuscirono a estromettere il Papa da Roma, instaurando nel 1849 la cosiddetta Seconda repubblica romana. Un’esperienza breve, culminata con la resistenza dei garibaldini sul Gianicolo e nelle ultime piazzeforti, cadute sotto i colpi dei francesi del generale Oudinot. Una ventina di anni dopo, a unità acquisita, la Presa di Roma rappresentò l’atto finale della creazione di una giovane Nazione. Che, da quel momento, inizierà a percorrere il vero sentiero post-unitario. Prima la nomina di Roma come capitale del Regno d’Italia, poi le Leggi delle Guarentigie, che regolarono i nuovi rapporti fra Chiesa e Stato italiano e che resisteranno fino ai Patti lateranensi.

La Francia si fa da parte

Solo una fase della cosiddetta Questione romana, che già aveva animato il dibattito nei consessi italiani prima dell’assalto del 20 settembre 1870, anche in virtù del pesante appoggio francese di cui ancora godeva lo Stato della Chiesa, nonostante il suo ormai modesto peso politico. Un sostegno reciproco utile soprattutto alla Francia di Napoleone III, sostenuto dai cattolici. A far mancare l’appoggio del 1849 fu la guerra franco-prussiana, che chiuse l’esperienza del Secondo impero francese e diede di fatto via libera ai battaglioni di Cadorna. Formalmente attraverso il ministro degli Esteri Jules Favre, che pure fu favorevole alla spedizione contro la Repubblica romana.

Dopo Porta Pia

Si chiuse forse in quel momento la vera Primavera del popolo italiano. Da lì, coi soldati pontifici benedetti dal Papa che lasciavano Roma, sarebbe iniziata una nuova epoca. In cui la costruzione della Nazione avrebbe richiesto altrettanto impegno e sacrificio della sua creazione.

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